John Beilein, il nuovo allenatore dei Cleveland Cavaliers, è visto come uno dei migliori allenatori della storia del college, capace di chiamare le giocate giuste al momento giusto, ma quest’anno dovrà dirigere per la prima volta una squadra che milita nella NBA.
Dopo la sconfitta di questa notte per mano dei Boston Celtics con il risultato d 118-95, Chris Fedor di Cleveland.com, gli ha domandato quali fossero gli aspetti su cui migliorare e John ha risposto così: “Direi praticamente tutto, dovremo migliorare molto. Ci stiamo allenando duramente ma ci sono così tanti aspetti nella NBA“.
John Beilein’s frustration builds as Cleveland Cavaliers’ regular season opener inches closer – https://t.co/Qk6tqzkV3i https://t.co/9FuvQakgJu
— Cleveland (@Cleveland24x7) October 16, 2019
Nel corso della pre-season i Cavs non stanno facendo per niente bene, infatti dopo la partita dove Carsen Edwards dei Boston Celtics ha segnato ben 30 punti, con un incredibile 9 su 15 al tiro da tre punti, il loro record è di 1-3: “Stiamo incontrando molti ostacoli, è compito nostro superarli“.
Con John Beilein doppia point guard? Il futuro dei Cavs è nelle mani di Sexton e Garland
Beilein è conosciuto per avere uno stile di gioco tutto suo, fatto di spaziature e velocità, in cui l’utilizzo della doppia point guard calza a pennello. Il futuro di Cleveland passerà probabilmente dalle mani di Collin Sexton e di Darius Garland, non sarà facile usarli insieme nel sistema di gioco ma se c’è un allenatore che può riuscirci, quello è proprio l’ex allenatore di Michigan.
Il prodotto dell’università dell’Alabama è riuscito a mettere a referto 16.7 punti a partita nella stagione da rookie, tirando con il 43% dal campo e con il 40% da 3, giocando una media di 31.8 minuti ad apparizione.
Garland, scelta numero 10 al draft di quest’anno non ha potuto iniziare la stagione al meglio a causa di un piccolo problema al piede all’inizio della pre-season. Ora è tornato a disposizione e nell’ultima apparizione sul parquet ha segnato 16 punti in 24 minuti di gioco.
Il coach dell’ex squadra di LeBron James dovrà essere paziente, con una squadra così giovane è necessario attendere un momento di rodaggio, che potrà poi dare i suoi frutti in un futuro non troppo lontano.

