Tony Parker è riconosciuto come uno dei Big Three di San Antonio. Purtroppo, nel mondo NBA odierno, il suo stile non è simile a quello delle altre Point Guard. Se ci sono quelli atletici come Rose e Westbrook, i tiratori come Curry e Lillard c’è una categoria di Playmaker che si avvicina di più a quelli del passato. Tra essi io cito Rajon Rondo, Chris Paul e, appunto, Tony Parker. Il PM degli Spurs, fresco di rinnovo per un accordo triennale a 43,3 milioni di dollari, è spesso sottovalutato. L’impronta cestistica dell’ultima categoria di PM viene notata meno nella fantastica NBA odierna dello spettacolo e del tiro da fuori. Probabilmente un giocatore che esegue alla perfezione un Pick & Roll con Tim Duncan non nutre la stessa ammirazione da parte del pubblico rispetto a una schiacciata di Westbrook oppure a una tripla da quasi centrocampo di Curry. I fondamentali sono l’arma principale di Parker e utilizzarli a proprio vantaggio non è da tutti. Lui lo fa in modo magistrale. Cosi, Mr. Underrated nel mondo NBA potrebbe entrare facilmente nei migliori 3 playmaker della NBA, essendo leader di assist, punti e minuti per la franchigia nell’ultima stagione.
E se San Antonio ha i Big Three che costituiscono il presente e hanno fatto la storia la squadra di Pop ha anche un’importante spina dorsale per il futuro formata da giovani promettenti come l’MVP delle Finals Kawhi Leonard, Marco Belinelli, Danny Green, Austin Daye, Kyle Anderson e Patty Mills. Leonard, dopo l’ultima fantastica stagione è pronto per fare il definitivo salto di qualità per tenersi pronto a diventare, nel giro di qualche anno l’uomo franchigia. E già immaginarselo così fa paura. Attenzione alla fabbrica del talento.
Per NBAPassion,
Giulio Scopacasa


