Per rivedere Kevin Durant in campo bisognerà attendere la prossima stagione, a meno di sorprese.
Oggi, i tifosi dei Brooklyn Nets si devono accontentare di vedere KD (e Kyrie irving, ancora out per un problema alla spalla destra) in borghese seduto in panchina con i suoi compagni, mentre la squadra tenta di non perdere terreno senza i due grandi colpi estivi.
Durant ha firmato con i Nets un contratto quadriennale da 164 milioni di dollari complessivi, e nonostante l’infortunio rimane convinto di poter scrivere un nuovo e vincente capitolo della sua carriera a Brooklyn, l’unica squadra che l’ex Warriors abbia mai considerato in vista della sua free agency, la scorsa estate.
Inside Kevin Durant’s bold plan to own and run an NBA franchise. @KDTrey5 @richkleiman @forbes #ForbesUnder30 https://t.co/5o00MnfcLD
— Steven Bertoni (@StevenBertoni) December 10, 2019
I piani di Kevin Durant si spingono però oltre la pallacanestro giocata. da sempre attento al lato imprenditoriale della sua carriera, KD ha confessato in una lunga intervista concessa a Forbes il desiderio di diventare proprietario, un giorno, di una franchigia NBA.
La prestigiosa rivista ha appena inserito Durant nella sua lista “30 under 30“, elenco di personaggio al di sotto dei trent’anni d’età e già in grado di avere un impatto globale su società ed economia, grazie alla loro attività e celebrità.
“In futuro vorrei diventare proprietario di una squadra NBA, guidare le operazione giorno dopo giorno ed avere un impatto sui giocatori che si affacciano alla lega” Sulla falsariga di quanto fatto da Michael Jordan, il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, diventato dopo il ritiro owner degli Charlotte Hornets. Un progetto che potrebbe diventare realtà concreta, per Durant. Negli ultimi anni, le imprese di cui l’ex star dei Golden State Warriors è titolare o partner hanno aumentato vertiginosamente il loro giro d’affari.

Kevin Durant lascia il campo dopo l’infortunio
Thirty Five Ventures, start-up co-fondata con il manager Rich Kleinman, ne è un esempio. La compagnia gestisce i contratti di endorsement e di immagine di Durant, e lancia progetti ed imprese sui social media, e negli ultimi anni ha registrato utili per 15 milioni di dollari. Investimenti ed utili che KD continuerà a reinvestire, anche col suo trasferimento dalla California e dalla Silicon Valley a New York, “Per creare ricchezza generazionale“, ergo, un piccolo impero finanziario: “A NY c’è tanta determinazione, dedizione al lavoro e potenziale di grandezza“.
“Per me, il momento decisivo fu la firma dei contratti con Nike e Under Armour (2014, ndr)” Spiega KD “Da loro ho imparato molto, ad Oklahoma City i business erano il petrolio ed il mercato immobiliare, ambienti difficili in cui entrare. Agli Warriors, tutti i grandi imprenditori venivano alle partite, ed interagivano con noi. Persone all’apparenza normalissime, ma che stanno cambiando il mondo attorno a noi rapidamente, e che hanno tanto potere“.
Ambizioni che si riflettono anche sulla scelta dei Nets: “Oggi la squadra è ancora un cantiere aperto, stiamo mettendo assieme le idee (…) un titolo NBA sarebbe il massimo obiettivo raggiungibile, ma riuscire a dare nuova energia alla città attraverso il basket sarebbe un traguardo ancora più… cool“.

