Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersCavs: Primo giorno di scuola per LeBron James, di nuovo.

Cavs: Primo giorno di scuola per LeBron James, di nuovo.

di Mario Tomaino

Quando a parlare è Lebron James, tutti stanno ad ascoltare. E’ così. Ieri, come ogni anno, la stagione è iniziata con il cosiddetto “Media Day”. Tantissimi flash, un sacco di microfoni, orecchie ben aperte ma soprattutto “nessun parcheggio libero” dice con tono ironico David Blatt, nuovo Head Coach dei Cavaliers dalla comprovata esperienza internazionale.I Cavs che lo aspettavano a giugno erano diversi da quelli che può vedere oggi. Spogliatoio spaccato e quarto anno consecutivo (che coincidenza) fuori dai Playoffs.

Come può allora cambiare tutto in soli 3 mesi? Una squadra con record 33-49 come può diventare all’improvviso una contender al titolo? Semplice, la risposta ha una spiegazione: LeBron James. Ma anche l’arrivo di Kevin Love.cavs-big-3-first-photo Lo sa bene Blatt, il compito che spetta a lui e il suo staff è ben più arduo di quello che si può pensare. Vincere il titolo, dopo il ritorno di LeBron James in Ohio, non è un obbiettivo ma un dovere quasi. Blatt predica calma, ma allo stesso tempo sa di avere una Ferrari tra le mani: “E’ un enorme vantaggio avere in roster forse il giocatore più forte al mondo, che è anche il tuo primo esempio. Quando arriva ogni giorno in palestra per lavorare, sai che darà sempre il suo massimo impegno e che porterà ad un livello superiore anche i suoi compagni”. A proposito di LeBron James, come già dichiarato il suo ritorno a casa, a Cleveland, è stato come una nuova ondata di emozioni, sentimenti e interrogativi, molto simile alla famosa “Decision” del 2010. Ma oggi è un giorno diverso, LeBron è tornato, vive la situazione in modo diverso: è più maturo, più paziente, più consapevole. Ora sa vincere, ma ciò non toglie che per lui ogni vittoria è come la prima, un po’ come il primo giorno di scuola: “Chiedo a me stesso molto più di ciò che chiunque altro potrebbe chiedermi. Le mie aspettative sono lebron-james_1vam7qnt7ofk31agn882ttqu0pancora alte, ma sono più paziente ora rispetto a 4 anni fa. So cosa serve per vincere un titolo. L’ho vinto due volte e perso altrettante. Ho pianto lacrime di gioia ma anche di frustrazione. So tutto questo. So cosa serve”. Parole responsabili, di un uomo pronto a portare Cleveland a vincere il suo primo titolo Nba. In ogni caso ieri era un giorno di festa, e quindi c’è stato anche il tempo di scherzare sulle motivazione del suo ritorno. Mancanza di casa? Malumori a Miami? Niente di tutto questo ci rivela LeBron James. L’ago della bilancia sono stati i figli: “Ho chiesto a loro innanzitutto, ma non gli ho dovuto spiegare nulla, anzi, sono stati loro a spiegarmi tutto. Gli ho chiesto ‘Cosa ne pensate se papà tornasse a giocare a casa?’ e loro mi hanno risposto ‘Casa? Intendi Cleveland?’ ed io ‘Si.’ Loro mi hanno detto ‘Ok, giocherai con Kyrie Irving?’ ed io ho risposto di ‘Si.’ Loro allora mi hanno detto‘Torneremo nella nostra vecchia casa, nella nostra vecchia scuola, con i nostri vecchi amici?’ La mia risposta è stata ‘Si.’ E loro: ‘Ok, puoi farlo!’ Ed è così che è andata”.

Ci siamo, manca un mese oramai. I tifosi non stanno nella pelle, sanno che questa è una grossa occasione da sfruttare, le premesse sono ottime. Non sarà facile però con una piazza così carica di aspettative, oggi più che mai. Lo sa Blatt, come Love e come Irving. Lo sa James, che con tutta questa pressione addosso, sembra non essersi ancora liberato del caldo infernale della Florida…

 

Per Nba Passion,
Mario Tomaino

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