Il co-proprietario dei Golden Warriors Peter Guber ha deciso, insieme a Fanatics, di mettere all’asta il suo anello di campione NBA 2015 e di cedere il ricavato in beneficenza, per aiutare i milioni di americani in difficoltà a causa della pandemia da coronavirus e le sue conseguenze economiche. Un gesto importante per Gruber che ha deciso di privarsi del primo anello vinto dalla squadra dai tempi di coach Al Attles e Rick Barry al termine della stagione 1974\75.
Tante sono state tante le iniziative prese dai giocatori e dai membri della dirigenza delle squadre NBA nell’ultimo periodo, ma vendere un anello, tra l’altro di un valore che va oltre quello monetario per gli Warriors e la lunga attesa dopo il titolo del 1975, rappresenta un bellissimo esempio per tutti.
“So quanto siano in difficoltà i nostri concittadini”, queste le parole di Guber durante l’annuncio dell’asta, “e quanto stiano soffrendo in questo momento. Anche persone che conosco. Per questo è molto importante per me poterli aiutare. Amici, colleghi di lavoro, ma anche persone che non conosco. Voglio aiutarli.” Gruber ha creato una vera e propria challenge, la #AllInChallenge, che mira a raccogliere denaro per la ricerca e gli aiuti contro il Covid-19. Inoltre ha lanciato la sfida a due star dello sport di Los Angeles, come l’hall of famer dell’hockey Luc Robitaille e al campione del baseball Adrian Gonzalez.
Come ammesso dallo stesso Guber, l’anello del 2015 occupa un posto speciale nel suo cuore, ma sa che sarà molto più utile una volta messo all’asta. La base d’asta è di 50mila dollari ed il 100% del ricavato sarà devoluto a delle associazioni, tra cui Feeding America, Meals On Wheels, World Central Kitchen e No Kid Hungry.
Welcome @PeterGuber to the #AllinChallenge! @warriors Co-Executive chairman is giving YOU his 2014-15 @NBA
NBA Championship ring. The ring that started a dynasty, and now you can add it to your collection. More details here: https://t.co/jmThQHUXeQ pic.twitter.com/O9vwefkqZ7— allinchallenge (@allinchallenge) April 15, 2020


2 commenti
L’anello celebrativo sportivo è una realtà prettamente americana, ma che sta prendendo piede anche in Europa
Hai ragione Serena! Assolutamente