Mentre il basket giocato è ancora fermo, e lo sarà forse per altri due mesi, il mondo NBA sta venendo investito, come il resto degli Stati Uniti, dalle conseguenze dilaganti del caso George Floyd. Molte le franchigie e le personalità che si sono schierate con dichiarazioni pubbliche a favore della causa antirazzista, ad eccezione ormai solo dei New York Knicks e dei San Antonio Spurs.
La scelta della squadra di James Dolan non è piaciuta ai più, tanto da richiedere una comunicazione interna con delle spiegazioni chiare. In una mail diffusa ai lavorati del Madison Square Garden, infatti, i Knicks hanno affermato:
“Sappiamo che molti di voi si chiedono se rilasceremo dichiarazioni ufficiali riguardo l’uccisione di George Floyd per mano di un ufficiale di Polizia. Voglio che capiate che noi siamo coscienti della gravità e dell’importanza della questione, e per questo voglio che capiate la nostra posizione interna.”
An internal email sent to MSG employees stated, in part: “As companies in the business of sports and entertainment, however, we are not any more qualified than anyone else to offer our opinion on social matters.” Full email: pic.twitter.com/2uu4Amr312
— Malika Andrews (@malika_andrews) June 2, 2020
La mail continua poi: “Stiamo vivendo un momento turbolento per il nostro paese. Il coronavirus e l’inquietudine civile stanno avendo la meglio sulle nostre abitudini di vita. Noi al Madison Square Garden rimaniamo per i nostri principi per un posto di lavoro rispettoso e pacifico. Lo faremo sempre.”
Per poi concludersi con parole decise: “In ogni caso, come compagnia che opera nel mondo dello sport, non siamo più qualificati di nessun altro per dare opinioni su questioni sociali.”
James Dolan ha poi sottolineato: “Ciò che ci diciamo è importante. Il modo in cui ci trattiamo a vicenda è importante. Ed è così che riusciremo ad andare avanti in questi tempi così difficili.”
In ogni caso, le parole del proprietario non sembrano essere andate giù a giocatori, dipendenti e tifosi, che sarebbero furiosi proprio per la mancata presa di posizione dei Knicks, e per i toni di queste dichiarazioni.

