La NBA sosterrà i suoi regolari test anti doping durante tutta la durata dei playoffs e della stagione ad Orlando, Florida, a partire dal prossimo 31 luglio, ma non effettuerà esami per la rilevazione delle cosiddette “sostanze ricreative“, in continuità con la politica intrapresa durante la lunga pausa causa coronavirus.
Oggetto dei controlli saranno dunque le sole sostanze dopanti (PED), controlli cui si aggiungeranno gli obbligatori test diagnostici giornalieri per il virus Sars-CoV2 tramite tampone oro-faringeo.
In questa stagione sono stati ben 5 i giocatori NBA “pizzicati” e sospesi per violazione delle norme antidoping: Tyreke Evans (squalificato per ben 2 anni), DeAndre Ayton dei Phoenix Suns e John Collins degli Atlanta Hawks fermati ad ottobre per 25 partite, e Malik Monk degli Charlotte Hornets la cui squalifica è appena terminata.
Anche l’ala dei Brooklyn Nets Wilson Chandler si era visto affibbiare 25 gare di sospensione lo scorso 29 agosto, per aver fallito un controllo antidoping.
Tra gli altri dettagli sui protocolli di sicurezza che la NBA adotterà ad Orlando: ogni giocatore che dovesse lasciare la “bolla” del Walt Disney World Resort dovrà sottoporsi ad almeno 10 giorni di quarantena e risultare negativo a due tamponi prima di essere considerato di nuovo idoneo all’attività.
Sources: The NBA and NBPA have agreed to conduct performance-enhancing drug testing during resumed 2019-20 season in Orlando — but tests for recreational drugs will remain suspended.
— Shams Charania (@ShamsCharania) June 8, 2020

