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NBA, test per il coronavirus sui giocatori ogni 2 giorni, Fauci: “Buon piano”

di Michele Gibin
christmas day lakers mavericks

La NBA adotterà per i test per il coronavirus sui giocatori un approccio più “morbido” rispetto alle intenzioni originali, staff e atleti saranno sottoposti a partire dal 23 giugno al tampone diagnostico ogni due giorni.

A fare il test saranno i giocatori e lo staff considerato “indispensabile” (allenatori, fisioterapisti e preparatori), che sarà a stretto contatto con gli atleti. Per questa categoria sarà previsto anche un testo sierologico per la rilevazione degli anticorpi al virus Sars-CoV2.

Dal 23 luglio dunque partirà il rigido protocollo voluto dalla NBA per la sicurezza di tutti i membri della “bolla” del Walt Disney Resort di Orlando. I training camp ad Orlando partiranno dal 9-11 luglio, per il 23 giugno tutte le squadra dovranno invece aver richiamato in servizio tutti i giocatori.

A fornire tamponi e reagenti per applicare i test sarà la Quest Diagnostics, che ha siglato una partnership con la NBA. L’azienda e la lega hanno precisato che metteranno a disposizione della cittadinanza delle 21 città delle squadre NBA che parteciperanno alla ripresa della stagione (Lakers e Clippers giocano entrambe a Los Angeles) dei test gratuiti, prima dell’inizio della stagione 2020\21.

Il Dr Fauci “benedice” il piano di ripresa della NBA a Orlando.

Il dottor Anthony Fauci, capo della task force scientifica che affianca la Casa Bianca nella lotta all’epidemia da coronavirus negli Stati Uniti, apprezza il piano voluto dalla NBA e da Adam Silver per la ripresa della stagione.

Il piano? L’ho trovato creativo, credo che potrà rivelarsi un successo. Hanno voluto che la sicurezza e la salute degli atleti fosse al primo posto. La NBA proverà a creare una zona il più sicura possibile per i giocatori, con questa ‘bolla’. Test per tutti, per fare in modo di essere sicuri che alla partenza tutti siano negativi e cercare di fare in modo che il gruppo non venga a contatto con l’esterno, e fare un torneo ad eliminazione“.

La Florida è oggi una delle zone degli Stati Uniti in cui l’epidemia fa registrare una crescita maggiore e preoccupante, con 2581 nuovi casi nella giornata di venerdì come comunicato dal dipartimento di salute pubblica dello stato. Oltre 73mila i casi confermati da inizio epidemia in Florida, con 2925 vittime.

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