“Ho visto Bosh. Ho visto ragazzi come Wade e altri giocatori sacrificarsi per il team”. A parlare è Kevin Wesley Love, sempre al centro dell’interesse dei media dal suo approdo alla corte dei Cavs.
Dal momento in cui ha messo piede in Ohio, i quesiti sono stati molteplici. Come giocherà ora? Continuerà a segnare a raffica come sempre fatto, oppure dovrà adattare il suo gioco alle esigenze delle squadra? Sono le nostre domande, ma potrebbero senza dubbio essere le stesse che si è posto K-Love. In realtà il ragazzone 208 cm, sa bene cosa serve per vincere anche se non ha mai vissuto, in 6 anni di Nba, i Playoffs in prima persona, come conferma lui stesso:
“E’ frustrante dire che ho dovuto sempre guardare dalla tv i Playoffs negli ultimi sei anni”. A chi invece gli chiede cosa si aspetta in primis da se stesso, ecco che Love afferma: “Mentirei se dicessi di non dovermi sacrificare per il team. Non so ancora bene in che modo dovrò sacrificarmi, ma sono pronto a farlo per il bene dei Cleveland Cavaliers. Sono disposto a fare qualsiasi cosa per vincere”. La fame di vittoria in casa Love non sembra mancare a quanto pare, lo sa bene il diretto interessato che, come lascia intuire, sa che questa è l’occasione della sua vita per poter rompere con un passato che ha sempre detto male con i T-wolves. Lo sapeva bene anche LeBron James evidentemente, quando, non senza critiche, suggerì ai dirigenti della franchigia di imbastire una trade per portare il ragazzo di Santa Monica in quel dell’Ohio, sacrificando uno dei possibili campioni futuri come Wiggins.
A proposito di LeBron James, in queste settimane le parole di Wade e Bosh sembravano volessero essere un monito nei confronti di Love su quella che potrebbe essere la sua convivenza con The King. Kevin non sembra essere dello stesso parere però: “LeBron è sempre al comando dei break offensivi e questo fa sì che si realizzino tanti punti facili. Questo rende il nostro gioco davvero divertente”.
Non c’è dubbio che i due si adorassero da tempi non sospetti, precisamente da Londra 2012, quando giocarono e vinsero insieme l’oro olimpico con il Team Usa. Ora sta a loro, con l’aiuto di Irving e l’esperienza di campioni come Marion e Miller, trovare il bandolo della matassa e creare quella giusta alchimia che possa rendere un roster creato in soli due mesi, un’armata che riesca a competere per il titolo già da quest’anno.
Una cosa sembra ovvia. La chiave del successo, oltre che dal talento di James, passa attraverso il sacrificio di Love. Sarà lui, come lo furono in Florida Bosh e Wade, l’ago della bilancia che peserà sulle sorti della stagione. Kevin è pronto, i Cavs scalpitano. Si preannuncia una stagione ricca di colpi di scena in quel di Cleveland…
Per Nba Passion
Mario Tomaino

