Proiezione: 58-24
La stagione 2014/15 dei Chicago Bulls e forse anche il destino dei prossimi anni dipenderanno fondamentalmente da un solo giocatore, che ha in mano le sorti della franchigia dell’Illinois: Derrick Rose, di ritorno dopo il secondo, terribile, infortunio alle ginocchia che gli ha fatto saltare tutta la scorsa stagione e gli ha permesso di scendere in campo soltanto in 10 partite negli ultimi due anni.
Rose è tornato a giocare una partita ufficiale durante il mondiale FIBA, in cui ha avuto la possibilità, grazie a Coach Thibodeau, di far parte della spedizione in Spagna (forse anche immeritatamente, vista l’esclusione di assoluti protagonisti della scorsa stagione nel suo ruolo, Beal e Lillard su tutti).
Il Mondiale è stato visto come l’opportunità, per l’MVP più giovane della storia, di poter tornare a calpestare il parquet in una competizione internazionale che non sia la NBA, in modo da iniziare a ritrovare l’affinità con tutto ciò che faceva dannatamente bene, ma in Spagna D-Rose non ha convinto fino in fondo, nonostante abbia dimostrato di saper alzare il livello del suo gioco quando serviva. Sicuramente, dopo i primi mesi di riadattamento, sperando che la sfortuna lo abbandoni, il play di Chicago potrà ritornare ad essere il leader dei Bulls, che devono rialzarsi dopo l’eliminazione al primo turno degli scorsi playoffs contro i Wizars e che in questa stagione potrebbero realmente puntare alla vittoria del titolo.
Durante l’off-season sono arrivati alcuni giocatori in grado di innalzare ancor di più il livello di una squadra già ottima.
Sicuramente l’acquisto più importante è stato quello di Pau Gasol durante la free-agency: il catalano ha firmato un triennale da 22milioni e, almeno inizialmente, come ha affermato coach Thibs, partirà in quintetto nel ruolo di ala grande al fianco del miglior difensore dell’ultima season, Noah, che potrà coprire le lacune difensive che un giocatore di 34 anni può avere. Dal canto suo, Gasol porterà in campo le sue grandissime doti offensive come realizzatore e passatore e allo spogliatoio la mentalità vincente di un bicampione NBA.
Altro tassello di rinforzo per i Bulls sarà Nikola Mirotic, 23esima scelta al Draft 2011, sbarcato nella ‘windy city’ dopo 3 anni di dominio in Europa con il Real Madrid. E’ uno ‘stretch-four’ che potrebbe dare una grossa mano partendo dalla panchina, capace di tirare da tre ma al tempo stesso di mettere palla a terra come pochi lunghi sanno fare attualmente in NBA, come ha già dimostrato in questa preaseason.
L’altra new entry arriva direttamente dall’ultimo draft, uno dei più profondi degli ultimi anni: Doug McDermott, dopo aver fatto scintille a Creighton, è pronto a dimostrare a tutta la NBA di essere in grado di giocare a questi livelli, ma almeno inizialmente non partirà in quintetto, visto che è molto indietro per quanto riguarda la fase difensiva, che con l’aiuto di Thibodeau dovrà migliorare se vuole realmente prendere il posto di Mike Dunleavy jr, ormai giunto alla fase calante della sua carriera.
Insomma, dopo stagioni in cui Chicago partiva tra le favorite, senza mai riuscire a rispettare le ambizioni, e dopo due eliminazioni al primo turno negli ultimi 3 anni di playoffs, quest’anno, Rose permettendo, potrebbe essere realmente l’anno dei Bulls, visto che con l’aggiunta di giocatori con concreti punti nelle mani, anche la sterilità in attacco dovrebbe essere risolta. Ci si aspetta inoltre un’ulteriore salto di qualità per Butler e Gibson e la definitiva consacrazione di Noah, che è chiamato a riconfermare le grandissime prestazioni da All-Star dell’ultima stagione.
Quindi staremo a vedere se tra Cleveland, San Antonio, Oklahoma, Golden State e Clippers, senza dimenticare le possibili outsiders, riusciranno finalmente a spuntarla i Chicago Bulls, portando nuovamente il titolo in Illinois, dove manca dal 1998, l’ultimo targato Jordan e Pippen.
QUINTETTO
PG: Derrick Rose
SG: Jimmy Butler
SF: Mike Dunleavy jr
PF: Pau Gasol
C: Joakim Noah
Panchina: Hinrich, Snell, McDermott, Gibson, Mirotic.
Per NbaPassion.com,
Giuliano Granata


