La tennista statunitense Coco Gauff ha vinto un difficile match contro Rebeka Masarova martedì. E questa è già una cosa bella.
Eppure, dovendo preparare la sua performance agli Open 2023 (tenutisi in Francia), la 19enne ha detto che la mentalità dei Miami Heat l’ha aiutata, e che ha preso ispirazione dalla fiducia che Jimmy Butler ha sempre avuto riguardo la conquista delle NBA Finals 2023.
“Onestamente, oggi mi sono detta che se Jimmy Butler non ha dato di matto quando gli Heat erano in vantaggio per 3-0 e sono stati rimontati, allora io non dovrei dare di matto dopo aver perso il primo set” ha detto la Gauff, dopo la sua vittoria.
Miami si era infatti trovata in vantaggio per 3-0 nelle Eastern Conference Finals, prima che i Boston Celtics si risollevassero e forzassero una Gara 7. Lunedì sera, gli Heat li hanno infatti sconfitti per 103-84, per vincere la serie e accedere alle Finals.
In realtà, Butler e la Gauff si sono già sentiti in passato e, a quanto pare, la star degli Heat anche prima della fine della stagione NBA, era fiduciosa riguardo alle possibilità della squadra di raggiungere le Finals, nonostante in molti non ci avrebbero scommesso.
“Ancora prima che gli Heat arrivassero ai playoffs, Jimmy mi ha offerto i biglietti per vedere l’ultima partita in casa della regular season” ha detto la Gauff. “Poi mi ha mandato un messaggio un paio di settimane dopo, chiedendomi se volevo altri biglietti per vedere la postseason. Ho risposto che purtroppo non ci sarei stata, perché sarei andata a Madrid, a Roma e poi in Francia. Così lui mi ha detto: ‘Ok, quando saremo alle Finals, fammi sapere se la tua famiglia vuole dei biglietti’. Quando mi ha mandato questo messaggio, sapeva già che sarebbero arrivati alle Finals”.
La Gauff non aveva condiviso questa previsione prima che la squadra raggiungesse effettivamente le Finals. Per ovvi motivi. Eppure, non era la prima volta che Butler faceva questa previsione.
“Ricordo di aver fatto uno screenshot e di averlo inviato alla mia famiglia” ricorda la tennista. “Ha praticamente detto che sarebbero andati alle Finals prima ancora che Miami si qualificasse per i playoff, e mi piace molto questa mentalità”.


















Perkins e Collison sono sempre una garanzia a protezione del ferro, ma è anche vero che gli anni passano e il tempo non fa sconti a nessuno: ci si aspetta infatti una ulteriore riduzione di minuti per entrambi – che sta avvenendo già da tre anni a questa parte. Dovrà quindi farsi trovare pronto quello che, inizialmente, pareva soltanto essere una firma “commercialmente” conveniente per il merchandising neozelandese dei Thunder, ma che, nella sua prima stagione NBA ha già fatto vedere cose molto interessanti, soprattutto nei movimenti senza palla (fondamentali per Brooks e il suo staff): Steven Adams avrà un ruolo molto più importante di quello che si potesse pensare solo un anno fa. Le sue performance in preseason (sì, è preseason, ma qualcosa significherà pure) sono state peraltro molto convincenti.




Il Mondiale è stato visto come l’opportunità, per l’MVP più giovane della storia, di poter tornare a calpestare il parquet in una competizione internazionale che non sia la NBA, in modo da iniziare a ritrovare l’affinità con tutto ciò che faceva dannatamente bene, ma in Spagna D-Rose non ha convinto fino in fondo, nonostante abbia dimostrato di saper alzare il livello del suo gioco quando serviva. Sicuramente, dopo i primi mesi di riadattamento, sperando che la sfortuna lo abbandoni, il play di Chicago potrà ritornare ad essere il leader dei Bulls, che devono rialzarsi dopo l’eliminazione al primo turno degli scorsi playoffs contro i Wizars e che in questa stagione potrebbero realmente puntare alla vittoria del titolo.






