Dopo gli ottimi risultati ottenuti nel più recente giro di test per il Covid-19 sostenuti nella bolla di Orlando sui suoi giocatori, la NBA si prepara ad estendere questa possibilità il più possibile.
Al sorgere della pandemia si era fatto un gran discutere del numero molto elevato dei tamponi messi a disposizione della lega, paragonato a quelli resi disponibili ai cittadini americani. Ecco che ora la NBA è pronta a farsi perdonare. Tramite il programma sociale NBA Together, infatti, intenderà promuovere e distribuire i test per il Covid-19 anche nelle aree meno abbienti del paese.
La NBA in prima linea contro il Covid-19
“I dati della salute pubblica” si legge in una nota ufficiale “evidenziano come le aree storicamente marginali del paese, dove è più difficile accedere ai tamponi, siano state colpite più duramente dalla pandemia. Per venire loro incontro abbiamo lavorato con UnidosUS e National Urban League, oltre che con molti laboratori privati. Abbiamo identificato le comunità più bisognose di test gratuiti, coadiuvati da una giusta comunicazione riguardo questi temi.”
L’impegno della lega però non finisce qui: è infatti già disponibile una postazione per test gratuiti proprio ad Orlando, dove la stagione si appresta a riprendere. Ha reso inoltre possibile la diffusione di un numero maggiorato di tamponi proprio nelle aree geografiche delle sue 30 franchigie. Il tutto, affiancato da circa 45 campagne per il sociale, lanciate al fianco della WNBA.
Insomma, la NBA si conferma come un’organizzazione particolarmente attenta e impegnata nelle politiche sociali degli USA. E questo non fa che accrescerne la popolarità a livello nazionale ed internazionale mentre si prepara a ripartire.
“Come posso descrivermi? Sono ansioso, questo si“, così il Commissioner NBA Adam Silver a Good Morning America “Abbiamo lavorato a questo progetto così a lungo, i casi (di coronaviurs, ndr) in Florida sono ancora tanti, e se anche nel campus dovesse verificarsi una diffusione significativa del virus non avremmo esitazioni a bloccare tutto. In quel caso dovremmo capire da dove abbia avuto origine la catena di contagi e isolarla“.

