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NBA, Silver in conferenza stampa pre-Finals: “Riaprire le arene, non possiamo attendere il vaccino”

di Michele Gibin
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Conferenza stampa pre finals di tiro per il commissioner NBA Adam Silver, che ha parlato soprattutto degli scenari futuri per la lega, forte del successo organizzativo e di immagine di un’impresa difficile e costosa come la ormai ben nota “bolla” di Orlando, Florida.

80 giorni di campionato, 22 squadre e oltre 340 atleti presenti, senza contare gli staff al seguito di ogni team, e nessun test positivo al coronavirus all’interno del perimetro del campus del Walt Disney World Resort, oltre due mesi vissuti sotto i riflettori anche per le prese di posizione a che nette degli atleti sul tema razzismo, polizia brutale e violenta e giustizia sociale negli Stati Uniti.

Con le NBA Finals iniziate ufficialmente con la vittoria travolgente dei Los Angeles Lakers sugli sfortunati Miami Heat, per Silver e la lega è tempo di provare a pensare ad un ritorno alla normalità, al basket nelle arene e col pubblico pagante, e nel periodo dell’anno cui tutti siamo abituati.

Covid permettendo.

La stagione 2020\21 non inizierà prima di gennaio, su questo punto sia Silver che la NBPA (il sindacato dei giocatori) concordano. Passare l’estate in campo è stata una necessità per gli atleti, un’esperienza che anche il commissioner relega al capitolo “misure straordinarie”, da non ripetere se possibile: “Il punto è uno, ed anche i giocatori lo hanno sollevato chiaramente: desiderano avere più tempo libero da passare con la famiglia e i figli, in estate. Con la situazione legata al covid si è parlato dell’evenienza di tornare a giocare in estate, ma abbiamo imparato qualcosa di più quest’anno sulla nostra audience: in estate meno pubblico guarda la TV, e c’è una competizione diversa, la NFL, il college football (…) in più c’è la questione delle Olimpiadi“.

Non è ancora chiaro cosa accadrà coi Giochi Olimpici, per cui si tratta di trovare un equilibrio“.

Adam Silver in conferenza stampa: “Riportare il pubblico nelle arene NBA, non possiamo attendere il vaccino”

TV o non TV, per la NBA i tre mesi passati senza incassi delle arene sono stati un salasso, una montagna di dollari di mancati introiti da buttare nella montagna di quattrini perduti col boicottaggio cinese post “scandalo” Daryl Morey-Cina-Hong Kong. Il basket NBA dovrà tornare a giocare al più presto nelle arene in presenza di pubblico pagante, e lo dovrà fare convivendo nei prossimi mesi con un’epidemia che negli USA non arretra.

Da quello che sappiamo oggi, è altamente improbabile che avremo un vaccino per i primi mesi del 2020, soprattutto un vaccino che possa essere distribuito su larga scala“, così Adam Silver “Per cui, l’esistenza o meno di un vaccino non è un pre-requisito. Quello che penso è però che con un sistema di test rapidi potremmo essere in grado di riportare il pubblico nelle arene, magari non 19mila persone ma con le opportune regole di distanziamento sociale“.

E potrebbero inoltre esserci differenze tra stato e stato, tra città e città, ma la mia speranza è che con tutto quello che stiamo imparando, sui test, sui protocolli, saremo in grado di riavere il nostro pubblico nelle arene NBA“, ancora Silver, “Oggi è veramente troppo presto per decisioni come queste“.

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