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Denver Nuggets preview 2020/2021: pronti per essere una vera contender?

di Bucci Lorenzo
Nuggets previe 2020/2021

Dopo l’ottima stagione appena trascorsa, i Denver Nuggets hanno dimostrato di essere una vera squadra. La crescita esponenziale di Nikola Jokić e l’esplosione definitiva di Jamal Murray hanno portato i Nuggets alle finali di conference dopo aver battuto Utah Jazz e Los Angeles Clippers. Un risultato che in pochi si aspettavano, ma che potrebbe aver cambiato radicalmente le ambizioni in vista della prossima stagione. Ecco a voi la preview dei Denver Nuggets 2020/2021.

I movimenti nella off-season

Nuggets preview 2020/2021

Facundo Campazzo.

Durante la off-season i Nuggets si sono mossi in silenzio, senza stravolgere troppo una squadra già competitiva. Hanno perso alcuni pezzi importanti nell’economia di squadra, come Jerami Grant e Torrey Craig. Il primo, dopo esser stato rifirmato, è stato scambiato ai Detroit Pistons per liberare spazio salariale. Il secondo è diventato free agent, trovando una sistemazione ai Milwaukee Bucks. Oltre ai due già citati, hanno lasciato Denver anche Keita Bates-Diop, Nikola Radičević, Malik Beasley, Tyler Cook, Troy Daniels, Juan Hernangómez, Jordan McRae, Mason Plumlee, Jarred Vanderbilt e Noah Vonleh. 

In entrata hanno rifirmato Paul Millsap per un anno a $10.000.00,00, hanno messo sotto contratto Bol Bol e si sono assicurati le prestazioni di Isaiah Hartenstein, Facundo Campazzo, JaMychal Green e R.J. Hampton. Quest’ultimo, scelto alla numero 24 dai Milwaukee Bucks, è stato inserito in una trade a quattro squadre che ha coinvolto anche New Orleans Pelicans e Oklahoma City Thunder. Giocatore da tenere assolutamente d’occhio, limitato certamente dall’infortunio all’anca rimediato nel dicembre 2019. Inoltre sono arrivati Markus Howard e Greg Whittington, entrambi con un two-way contract. 

Per quanto riguarda il draft invece, i Nuggets possedevano solo la scelta numero 22 al primo giro, con cui hanno scelto Zeke Nnaji, Ala grande/Centro dagli Arizona Wildcats. 

Nuggets preview 2020/2021: il gioco

Le rimonte dal 3-1 adoperate ai danni di Utah Jazz e Los Angeles Clippers hanno fatto emergere uno spirito di sacrificio enorme, oltre ad un concetto di squadra che ha permesso ai Nuggets di vincere le partite più importanti. 

Nella passata stagione Denver si è piazzata al terzo posto nella Western Conference con un record di 46 vittorie e 27 sconfitte (terzo miglior record della lega). Una squadra solida, che si affida ad una difesa corale, soprattutto sugli esterni, e ad un attacco interpretato al meglio da giocatori di grandissimo talento. A Jokić e compagni piace poco correre, con un 97.1 di pace che li ha piazzati al 29° posto in tutta la NBA. Questo dato si riflette sulla quantità di tiri presi a partita, solo 88.9 di media. Ma non bisogna assolutamente associare questi dati a un pessimo attacco, anzi.

I Nuggets sono stati la quinta squadra che ha tirato di meno da tre punti nella passata stagione. La poca mole di tiri da oltre l’arco dei 7.25 è una caratteristica assai strana, soprattutto nella NBA moderna. Compensa il tutto un ottima percentuale di tiri da due punti a partita, dove i Nuggets sono sesti nella lega. Un attacco molto statico e forse troppo dipendente dalle proprie star, Jamal Murray e Nikola Jokic. Questo è emerso soprattutto ai playoffs, in cui il pick and roll tra i due era spesso utilizzato per contrastare la difesa avversaria. In alcune partite si è fatto vedere anche il talento puro di Michael Porter Jr, che quest’anno è chiamato a fare quel salto di qualità che potrebbe renderlo una star a tutti gli effetti.

Il gioco a due Murray-Jokic è uno dei più solidi di tutta la NBA.

Ma a confutare la teoria della dipendenza da Jokić e Murray, ci pensano dei dati relativi agli assist: 1952 totali, 26.7 di media a partita e 4° posto assoluto. Ciò dimostra la coralità di un attacco che gira bene, in cui tutti si fidano dei propri compagni. Anche l’offensive rating ne è la dimostrazione, quinti nella lega. E’ ovvio che nei momenti fondamentali della partita il pallone sia nelle mani di una delle due stelle, che hanno mostrato il proprio livello di maturità soprattutto nel clutch della partita. 

I due hanno avuto numeri strabilianti, soprattutto durante i playoffs. Murray è passato dai 18.5 punti, 4 rimbalzi e 4.8 assist in stagione regolare ai 26.5 punti, 4.8 rimbalzi e 6.6 assist dei playoffs. Una crescita straordinaria, che comunque non rende al meglio le prestazioni monstre contro Utah Jazz e Los Angeles Clippers: ben 2 gare da 50 punti e 2 volte sopra ai 40. Per il serbo invece il passo in avanti è stato nella gestione della palla e nel prendere tiri importanti. Un lungo con quelle capacità di palleggio e di passaggio non si vede tutti i giorni, e lo sta dimostrando ogni anno di più. 

In difesa il punto di forza sono gli esterni, come Gary Harris e Will Barton, tutti buoni difensori. Molto abili nel chiudere le linee di penetrazione e nel concedere pochissime soluzioni aperte da 3 punti. Il problema si crea sotto le plance, soprattutto con Nikola Jokić. L’importanza del serbo nel sistema Nuggets è già nota, ma la sua poca applicazione in fase difensiva crea parecchi problemi. Soprattutto quando si gioca contro lunghi atletici e veloci o contro squadre che utilizzano assiduamente il pick n’roll centrale. Dopo essere maturato definitivamente in attacco, adesso per lui è arrivato il momento di fare quel passo in avanti per diventare veramente un giocatore a tutto tondo, tra i migliori della NBA. La dieta fatta in questa off-season potrebbe aiutarlo e non poco, migliorando la sua resistenza in campo. 

L’abilità degli esterni si fa sentire soprattutto nelle palle rubate, dove i Nuggets si piazzano al nono posto rispetto alle altre corazzare, con 8 rubate di media a partita. Il deffensive rating è nella media, così come i punti concessi agli avversari. A coach Malone piace poco la difesa a zona, motivo per il quale è stata utilizzata raramente sia in regular season che ai playoffs.

Per la stagione dei Nuggets 2020/2021 ci si aspetta soprattutto una crescita da parte di Michael Porter Jr. L’ex Missouri ha fatto vedere sprazzi di talento qua e là, ma senza continuità, scomparendo a tratti all’interno di uno stesso match. Un giocatore con delle caratteristiche fisiche impressionanti, unite ad un eleganza e ad una tecnica fuori dal comune. Sarebbe uno spreco enorme non vederlo al massimo delle sue potenzialità. Molto dipende anche dalle sue condizioni fisiche, vista la sua grande fragilità.

Le soluzioni offensive di Michael Porter Jr, in questa stagione, saranno fondamentali per i Nuggets.

Dai nuovi arrivati non ci si può aspettare troppo, giocatori di quantità e con buon apporto in fase difensiva. Da tenere d’occhio con particolare attenzione il rookie R.J. Hampton, che potrebbe rivelarsi un ottimo giocatore in uscita dalla panchina. E altro elemento da non sottovalutare sarà l’estro di Facundo Campazzo: l’ex real è alla prima esperienza oltreoceano, dove potrà mettersi ulteriormente in mostra ma i ritmi e la velocità del gioco potrebbero metterlo in difficoltà.  

Un potenziale fattore: Bol Bol

Nuggets preview 2020/2021

Bol Bol.

Un giocatore molto sottovalutato e che ancora non è riuscito a far vedere ciò di cui è capace. Bol Bol potrebbe davvero svoltare la stagione dei Denver Nuggets. Un giocatore alto 2.18 m con delle braccia lunghissime e una tecnica di tiro molto buona. La sua poca resistenza in campo lo ha limitato in questa stagione, ma nella off-season sembra aver messo su molta massa muscolare e ciò potrebbe renderlo un vero crack. 

La questione infortuni, come per Porter Jr, potrebbe essere una limitante non di poco conto viste le sue dimensioni. Ma ciò che impressiona di più è la sua facilità nel movimento di tiro, cosa insolita per le persone come lui. Un tiro da quell’altezza sarebbe impossibile da contestare per quasi tutti i giocatori NBA. Continuare ad allenarsi sia fisicamente che tecnicamente lo renderebbe uno dei giocatori più imprevedibili della lega, ma tutto dipende da lui e dallo staff dei Denver Nuggets che sembra credere molto nelle sue potenzialità.

Nuggets preview 2020/2021: le aspettative stagionali

Non sarà facile replicare la bella stagione appena trascorsa, soprattutto visto il livello delle altre compagini. Tutto dipenderà dalla maturità che potrà mostrare Jokić, la conferma ad altissimi livelli di Murray, il talento cristallino di Porter Jr e la possibile rivelazione Bol Bol. Un posto ai playoffs bisognerà conquistarselo, ma da qui ad aprile saranno tanti i fattori che determineranno la riuscita di questo progetto. Uno su tutti la tenuta fisica di giocatori come i già citati Bol e Porter Jr, ma anche dello stesso rookie R.J. Hampton. Per Michael Malone si prospetta un anno difficile, in cui i suoi giocatori dovranno dimostrare il proprio valore, soprattutto ai playoffs.

Stilando una possibile classifica, al momento, potrebbero finire al 4°/5° posto nella Western Conference per poi togliersi qualche soddisfazione ai Playoffs, superando almeno il primo turno.

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