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NBA, per la prossima stagione: roster fino a 15 giocatori attivi, fa’ ritorno il coach challenge

di Gabriele Melina
NBA

La NBA ha annunciato alcuni aggiustamenti del regolamento che verranno messi in atto nella prossima stagione, alcuni attuati per cercare una soluzione alla rapida diffusione del Sars-CoV-2, altri invece semplicemente per rendere il gioco più efficiente e corretto.

Innanzitutto, la massima lega di pallacanestro statunitense concederà, per ora solo per la prossima stagione, una modifica alla lunghezza del roster: difatti, ogni squadra potrà schierare ogni sera un massimo di 15 giocatori, e non più 13 come si è fatto fino ad ora. Tale modifica è stata inserita perché le trenta franchigie viaggeranno spesso nel corso del prossimo anno, e questo li esporrà inevitabilmente alla grande minaccia che rappresenta il virus.

Kyle Lowry, point-guard dei Toronto Raptors, si è mostrato a favore di questa modifica. “Ci saranno giocatori che contrarranno il virus. E’ un qualcosa che, sfortunatamente, accadrà, e noi dovremo farci trovare pronti. Quando ciò avverrà, dovremo essere in grado di compiere aggiustamenti, ed allungare il roster agevola senza dubbio questo compito”.

Mentre i massimi vertici della lega ed il commissioner Adam Silver si accordano sulla data ultima per effettuare scambi, la quale sembrerebbe essere il 25 di marzo, la NBA punta a riportare per la prossima stagione una regola che, per quanto riguarda la precedente annata, è stata utilizzata in via sperimentale: la challenge rule, o coaches challenge, utilizzabile dagli allenatori una volta a partita per confutare una chiamata da parte della terna arbitrale.

NBA, la lega ripropone il coach challenge dopo il successo dell’anno scorso

L’anno scorso, in totale il challenge è stato utilizzato in 700 occasioni, ed il 44% di queste volte è risultato in un cambio di decisione da parte degli arbitri. Come afferma il regolamento ufficiale NBA, una squadra può far uso di tale strumento nei seguenti casi: se si è verificato un fallo ai danni della squadra che vuole utilizzare il challenge, se uno dei giocatori di tale squadra ha commesso una violazione uscendo dal campo con il pallone nelle sua mani, oppure ancora se un giocatore della medesima squadra ha commesso un’interferenza a canestro.

Nel caso la chiamata arbitrale non sia consona a queste tre sopra elencate, allora il challenge non può mai essere utilizzato. Inoltre, nel caso il challenge porti gli arbitri a cambiare decisione, allora il timeout che nel frattempo è stato sottratto alla squadra coinvolta verrà immediatamente restituito, al contrario, se il challenge non dovesse portare ad una inversione di rotta, allora la squadra coinvolta perderà il suo timeout.

Con l’inizio della stagione 2020/21, la NBA ha voluto apportare la seguente modifica in merito al coaches challenge: finché i tre arbitri non comunicheranno la loro decisione ufficiale, il challenge non potrà essere messo in atto.

Secondo quanto si può dedurre dalle recenti modifiche, il challenge sarebbe quindi destinato ad occupare un posto permanente nel regolamento generale.

Nei prossimi dieci anni fondi per 300 milioni da destinare alla comunità afroamericana

La NBA, in particolare nella bolla, si è dimostrata particolarmente attiva anche nel campo sociale. Una delle tematiche sulla quale la lega ha insistito maggiormente è la comunità afroamericana, supportata in primis tramite lo slogan ed il movimento politico-sociale Black Lives Matter. Il piano della lega è quello di creare una fondazione, a sua volta composta da una serie di associazioni, a cui destinare un totale di 300 milioni di dollari come contributo iniziale.

Le trenta franchigie, ed i rispettivi proprietari, verseranno 30 milioni all’anno per i prossimi dieci anni. Due di questi milioni sono già stati mobilitati per supportare lo sviluppo di una carriera lavorativa nelle comunità afroamericane. L’obiettivo principale di questa fondazione è quello di migliorare il livello d’istruzione nella comunità nera, oltre a cercare di creare maggiori posti di lavoro.

Tra le associazioni che prenderanno parte all’iniziativa, eccone alcune già rese note: exalt, Management Leadership for Tomorrow, Marcus Graham Project, Operation DREAM, TEAM Inc, The Knowledge House e Youth Empowerment Project.

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