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Espansione NBA, Adam Silver apre uno spiraglio: “C’è più attenzione al tema”

di Michele Gibin
NBA

Se per il commissioner NBA Adam Silver l’idea di un’espansione della lega da lui presieduta oltre le 30 squadre attuali non era fino a un anno fa in programma, ora è lo stesso Silver ad aprire uno spiraglio per il futuro.

A poche ore dalla prima palla a due della stagione NBA 2020\21, Adam Silver ha risposto alle domande dei cronisti anche sul tema espansione: “Ammetto che (nei mesi scorsi, ndr) ci abbiamo dedicato un poco più di attenzione rispetto al passato, abbiamo rispolverato alcune vecchie analisi economiche su una possibile espansione. D’altro canto ho sempre più o meno detto che per la NBA espandersi è il suo destino manifesto. Il tema non è comunque una priorità, oggi“.

Parlando in passato di espansione NBA, Silver si era spinto a ipotizzare che un’ipotetica 31esima franchigia potesse avere sede oltre i confini USA. Canada e Messico le due soluzioni, con città come Montreal che hanno preparato alcuni piani per una futura espansione grazie a un gruppo di investimento privato, e Città del Messico dove la NBA ha giocato nelle ultime stagioni alcune partite di stagione regolare, ovviamente prima dello scoppio della pandemia da coronavirus.

Noi apprezziamo molto quelle città che mostrano interesse per la NBA e nell’ospitare un domani un team. Una delle problematiche è il competitive balance: abbiamo 30 squadre e come ovvio non tutte possono essere sempre competitive allo stesso tempo (…) per cui il nostro obiettivo di fondo è cercare come creare maggior competitività. Questo, e il fattore economico, sono le cose cui guardiamo. Quello che posso dire è che ci stiamo pensando, forse con un poco più di piglio rispetto al pre-pandemia“.

Pandemia che avrà un effetto sulla stagione regolare che inizia oggi. La regular season è stata divisa in due parti, con la seconda che potrebbe essere utilizzata anche per recuperare partite eventualmente cancellate durante la prima (22 dicembre-4 marzo). Le squadre viaggeranno di meno, vedremo per la prima volta nella NBA le “mini-serie” tra due squadre come accade nel baseball MLB, addirittura una squadra – i Toronto Raptors – è stata costretta dall’emergenza sanitaria a traslocare a Tampa Bay in Florida per poter giocare. La NBA ha impiegato tempo e risorse nel dettagliare un protocollo di comportamento per giocatori e squadre per la prevenzione del contagio e la gestione di casi positivi tra atleti e staff, la speranza di Silver è che il vaccino anti-covid, la cui somministrazione è iniziata nei giorni scorsi negli Stati Uniti, p’ossa avere successo e diffusione tali da permettere anche ai giocatori di vaccinarsi.

Adam Silver ha quindi spiegato che la NBA non intende “scavalcare alcun tipo di categoria” nell’accesso al vaccino.

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