“Prossima domanda“, James Harden non ha alcuna intenzione di parlare con i giornalisti del clamore creato dal lui stesso, con la sua presunta richiesta di trade e i conseguenti rumors di mercato su un giocatore di spessore come lui.
A novembre, in apertura di mercato, Harden aveva tentato il “blitz” e fatto sapere agli Houston Rockets del suo desiderio di cambiare aria, verso una destinazione di suo gradimento e in una contender per il titolo NBA. Richiesta più che legittima per un giocatore che ha fatto dei Rockets una potenza nella Western Conference nelle ultime stagioni e che ha vinto un MVP (2018) e macinato record personali. Blizt che però non ha sortito l’effetto forse sperato, quello di una risoluzione breve, a causa della ben poca disponibilità di Houston a trattare davvero per la sua superstar.
I Rockets hanno chiesto a qualsiasi squadra potenzialmente interessata a Harden la proverbiale luna, ovvero un giocatore di livello equiparabile al Barba, per ripartire subito ed evitare lunghe e dolorose rifondazioni, Nelle settimane seguite alla richiesta di trade, Harden ha fatto parlare di sé per il ritardo con cui si è presentato al training camp dei Rockets (scontata con una settimana di quarantena la partecipazione al mega party di compleanno di Lil Baby ad Atlanta), per una forma fisica tutt’altro che perfetta e per una foto diventata virale, e per un ritratto ben poco lusinghiero dell’ambiente Rockets fatto da Tim MacMahon di ESPN alcuni giorni fa, e che ha raccontato di una franchigia spesso accondiscendente verso le richieste “da star” di Harden.
Nulla di eccessivo ne tanto meno grave, sia ben chiaro. James Harden è da anni uno dei migliori giocatori NBA e un atleta inossidabile, spesso più forte di infortuni e problemi fisici e in grado sostanzialmente da solo di garantire un posto ai playoffs alle sue squadre.
In un’atmosfera del genere inizierà però la stagione NBA 2020\21 degli Houston Rockets, che con John Wall, DeMarcus Cousins, Christian Wood, Eric Gordon e naturalmente un Harden ben disposto partono tutt’altro che esclusi dalla lotta alla post-season. “Siamo una squadra nuova, di quelli dello scorso anno siamo rimasti in pochi, i ragazzi ci hanno messo tutto l’impegno e il training camp è stato positivo“, spiega James Harden “Siamo un gruppo estremamente competitivo“. Gli obiettivi “confessabili” della stagione per Harden non cambiano rispetto al passato: “Vogliamo essere una squadra da top 3 nella conference, io voglio essere uno dei migliori giocatori. Il mio arrivo in ritardo? Tutta la NBA ha avuto ben poco tempo per prepararsi, abbiamo finito a ottobre lo scorso anno“.
Trade Harden, i Miami Heat si tirano indietro
I Rockets hanno trascorso gli ultimi giorni di allenamento giocando tanti 5 contro 5 per aiutare Harden a conoscere i nuovi compagni di squadra: “Ci siamo quasi, abbiamo fatto giocare Harden con John (Wall, ndr) e gli altri ragazzi nuovi, quest’anno avrà tanti volti nuovi attorno a sé e soprattutto una nuova point guard e un nuovo centro. Si sta rimettendo in forma e noi siamo qui per aiutarlo“, così coach Stephen Silas.
James Harden inizierà dunque la stagione saldamente al comando dell’attacco degli Houston Rockets. La trade deadline 2021 è lontana, 25 marzo è la data, e la pandemia non dà certezze. Chi non inseguirà oltre James Harden e scenari di trade sono intanto i Miami Heat, che secondo quanto riportato da Brian Windhorst di ESPN, si sarebbero tirati indietro dall’asta per l’MVP 2018. Gli Heat avrebbero in Tyler Herro, Duncan Robinson e Kendrick Nunn alcuni “pezzi” importanti da proporre ai Rockets, che satrebbero però cercando scelte future al draft che Miami, sostanzialmente, non possiede.
A oggi, la squadra meglio posizionata per un’eventuale trade sono i Philadelphia 76ers.
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