Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiBoston Celtics, il doppio centro è necessità provvisoria o qualcosa di più?

Boston Celtics, il doppio centro è necessità provvisoria o qualcosa di più?

di Francesco Catalano
mercato NBA

Prima che i Boston Celtics vedessero rinviare le loro ultime partite a causa dell’impossibilità di scendere in campo con il numero minimo di giocatori, i biancoverdi erano nei posti alti della Eastern Conference con 7 vittorie e 3 sconfitte. Ed uno dei temi caldi in questo avvio di stagione nel Massachusetts è stata la frequente compresenza in campo di due lunghi di ruolo come Tristan Thompson e Daniel Theis.

La squadra di coach Brad Stevens nella scorsa annata ha visto concretizzarsi nella mancanza di un centro roccioso e rimbalzista (il cosiddetto rim protector) il loro personale tallone d’Achille. La sconfitta frustrante in finale di Conference (frustrante perché c’era la consapevolezza di non essere inferiori ai Miami Heat e di poter tornare sul palcoscenico delle NBA Finals) per 4-2 contro Miami è passata anche per questo fattore.

Una scelta inusuale

Daniel Theis si è dimostrato un ottimo giocatore: estremamente funzionale per un coach come Stevens. E’, infatti, un lungo moderno con ottime doti da passatore ed in grado anche di aprire il campo, giovando di discrete percentuali dall’arco. Tuttavia, il centro tedesco fa molta più fatica sotto le plance; non a caso, il miglior rimbalzista dei Celtics nella scorsa stagione è stato Jayson Tatum. Ecco che allora il GM Danny Ainge ha dovuto guardare alla free agency ed ha trovato il profilo che serviva esattamente alla sua squadra: Tristan Thompson.

Double T non lo conosciamo certo ora. E’ stato uno dei pilastri dei Cleveland Cavaliers di LeBron James che hanno vinto il titolo nel 2016 e lo ha fatto grazie a quelle qualità che i biancoverdi cercavano: capacità di giocare un buon pick and roll, grande aggressività a rimbalzo e cattiveria agonistica (che non guasta mai). Thompson, in compenso, non è bravo a spaziare il campo (ha cominciato a tirare dall’arco solo dalla scorsa stagione praticamente), ma questa mancanza viene colmata proprio dal suo pari ruolo tedesco.

L’energia di TT è molto utile nelle cosiddette ‘second chance’.

Ebbene, a sorpresa le prime uscite stagionali dei Boston Celtics sono state caratterizzate dalla presenza in quintetto sia di Theis che di Thompson. Una scelta davvero inusuale dato che Brad Stevens è sempre stato un coach che ha prediletto quintetti medio-bassi che si sono sempre affidati il giusto al post basso. Anche per questo motivo, passare da un quintetto relativamente piccolo ad uno con in quintetto due lunghi, ha disorientato, almeno inizialmente, i tifosi biancoverdi. Ma si tratta di una reale intenzione di provare questa soluzione per beneficiarne magari in futuro oppure è stata una scelta dettata semplicemente dalla necessità?

Quali sono i pro ed i contro del quintetto lungo per i Boston Celtics?

La sensazione è che Stevens in queste prime uscite volesse schierare nel quintetto titolare i suoi 5 migliori giocatori a disposizione e quindi le scelte erano presto fatte contando che Kemba Walker è ai box dall’inizio della stagione a causa dell’ormai solito problema al ginocchio. Perciò Theis e Thompson hanno trovato posto insieme in campo e hanno dato modo al loro allenatore di vedere quali potessero essere i vantaggi di questo tipo di schieramento.

Diciamolo chiaramente: il tedesco e il canadese non sono due lunghi incompatibili, anzi possono completarsi per le caratteristiche menzionate sopra. Theis dispone di una discreta mano dall’arco (33.5% in carriera) e quindi è bravo a saper allargare il campo; mentre Thompson è un rim protector e rimbalzista roccioso. Infatti, la presenza in campo dell’ex Cavs e di Marcus Smart garantisce ai Boston Celtics una aggressività che pochi possono vantare nella lega.

In fase offensiva giocare con due lunghi significa necessariamente puntare molto sui rimbalzi offensivi e quindi sui secondi possessi (cosa che si è visto bene nella sfida contro i Brooklyn Nets che, nonostante la larga sconfitta per 123 -95, ha visto i biancoverdi vincere la lotta a rimbalzo per 47 a 43). Se, in questo modo, sono garantiti tanti possessi extra, d’altra parte in transizione la squadra fa molta più fatica. Infatti correre il campo con due come Theis e Thompson non è l’ideale; non è un caso che la squadra di Stevens abbia limitato molto questa soluzione in questo avvio di stagione, quando, invece, era una delle armi preferite nell’annata precedente.

Inoltre, le difese avversarie, spesso, tendono ad ignorare la presenza di Daniel Theis intorno all’arco sfidandolo chiaramente al tiro. Per di più, se Boston non sfrutta nemmeno i mismatch che si vengono a creare soprattutto in post basso contro difensori più piccoli, allora la lavagnetta dei punti a favore inizia a diventare davvero stretta.

In questa azione Giannis Antetokounmpo rimane nei pressi del pitturato e lascia libero sull’arco Daniel Theis.

In generale, la coppia Theis-Thompson non ha fatto male in campo, ma sembra a lungo termine controproducente. Probabilmente Stevens ci si è affidato in questo inizio di stagione per ragioni di necessità e molto probabilmente quando Kemba Walker tornerà a disposizione, Daniel Theis si siederà in panchina ad inizio partita. Questa scelta, però, denota anche la scarsa fiducia che coach Stevens ripone nelle ali di riserva di cui dispone, ritenendoli evidentemente non all’altezza (almeno per il momento).

Ma la stagione è ancora lunga e quindi è anche giusto che, durante le prime interlocutorie partite, si dia anche spazio alla sperimentazione.

NB: le statistiche utilizzate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione dello stesso.

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