Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsKareem Abdul-Jabbar sul NY Times: “Le star NBA facciano prima il vaccino, ecco perché”

Kareem Abdul-Jabbar sul NY Times: “Le star NBA facciano prima il vaccino, ecco perché”

di Michele Gibin
kareem abdul Jabbar

In un editoriale pubblicato sul New York Times, Kareem Abdul-Jabbar ha proposto che alcune star NBA possano “saltare la fila” e accedere al vaccino anti Covid-19 prima del tempo, e farlo pubblicamente in modo tale da aiutare la campagna vaccinale negli Stati Uniti, iniziata da circa un mese.

Lo stesso Jabbar, 73 anni, aveva ricevuto nelle scorse settimane la prima iniezione e lo aveva fatto pubblicamente, così come ad esempio coach Gregg Popovich dei san Antonio Spurs, in un programma di sensibilizzazione sulla necessità di una vaccinazioe di massa conteo il Sars-CoV2 pandemico. Abdul-Jabbar fa un altro esempio illustre nel suo articolo, quello di Arndold Schwarzenegger che ha ricevuto la scorsa settimana la sua dose cirando la celebre battuta di Terminator 2: “Vieni con me se vuoi vivere“.

Secondo Jabbar, permettere ad alcuni tra i giocatori NBA più popolari e rappresentativi di vaccinarsi in forma pubblica e il prima possibile potrebbe essere un altro veicolo importante di sensibilizzazione sul tema. Nel suo articlo, Kareem si discosta dalla visione espressa da Chares Barkley in TV alcune settimane fa, secondo cui le persone più facoltose dovrebbero avere un accesso preferenziale al vaccino perché maggiori contribuenti, in maniera non dissimile da quella che regola l’accesso ad alcuni servizi e strutture private in America.

Questo pensiero presuppone che le persone ricche siano più importanti di agenti di polizia, infermieri. medici, commessi e altre categorie a rischio giorno dopo giorno, e non sono d’accordo“, scrive Jabbar. “Il vaccino è secondo gli esperti l’unico modo per tornare un giorno alla vita di sempre, e una campagna vaccinale di massa è necessaria“, pertanto in assenza di una legge che obblighi i cittadini che possano vaccinarsi senza rischi a farlo, e siccome esistono “sacche di popolazione ancora scettiche“, è importante “fare di tutto per convncerli che il vaccino è sicuro ed è il mezzo migliore” per uscirne.

Kareem Abdul-Jabbar riporta poi alcuni dati demografici sulle fasce di popolazione USA dove lo scetticismo sui vaccini contro il Covid-19 è più forte. “Afroamericani e adulti sotto i 35 anni (…) solo il 62% degli adulti afroamericani ha detto si al vaccino“. Per Jabbar le cause dello scetticimo della fetta di popolazione nera americana sono da ricercare nell’annoso tema dell’accesso, qualità e del costo delle cure mediche negli Stati Uniti, e la sfiducia nel sistema sanitario pubblico. Uno dei settori in cui la disparità tra America bianca e America nera è più forte.

L’America sta tendando di superare, in piena pandemia, quattro anni di mandato di Donald Trump che hanno spaccato l’opinione pubblica e la politica del Paese, sul campo dell’uguaglianza sociale, dei diritti e delle differenze razziali ancora ben radicate in tanti settori della società, non ultimo quello sanitario.

Jabbar cita dunque come esempio di campagna di propaganda virtuosa quello di Elvis Presley che nel 1956 si vaccinò pubblicamente contro la poliomelite, e chiede che i giocatori NBA più popolari possano fare altrettanto, citando LeBron James e Stephen Curry tra i più influenti. Second Jabbar i volti della NBA dovrebbero essere inseriti in un programama di sensibilizazione generale sulla campagna vaccinale più grande e impegnativa che l’umanità abbia mai dovuto affrontare.

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