Il derby di Los Angeles fra Lakers e Clippers non si limita esclusivamente alle sfide sul campo, ma si svolge anche sulle pagine del nuovo libro di Jared Dudley, che sottolinea il ruolo svolto da Paul George nel creare questa rivalità. Un passo di “Inside the NBA Bubble: A Championship Season under Quarantine”, scritto insieme a Carvell Wallace, è stato riportato da ESPN.
“Abbiamo sentito alcuni ragazzi dire di essere la squadra di Los Angeles da battere. Va bene se Kawhi Leonard, campione in carica, dice qualcosa del genere, o se Patrick Beverly fa trash talking. Lo capiamo e rispettiamo l’impegno. Pensiamo però che sia irrispettoso quando Paul George, che non ha mai vinto, si pone sullo stesso livello di LeBron James ed Anthony Davis. Questo ci ha motivato”.
Dudley ha poi commentato in videoconferenza il passo del libro riferito ai Clippers, sottolineando come i Lakers abbiano semplicemente interpretato le parole di George. “Chiunque può dire quello che vuole, noi lo abbiamo usato come motivazione. Se ricordate Michael Jordan, non erano sbagliate tutte le cose che usava come motivazioni”.
Dudley, non solo George e i Clippers: “Daryl Morey dovrebbe pensare prima di pubblicare certe cose”
All’interno del suo libro Jared Dudley trova lo spazio per parlare anche di uno dei momenti più preoccupanti della sua prima stagione in giallo-viola, la trasferta in Cina per una gara di pre-season. La sfida si è svolta in corrispondenza di un momento molto delicato nel rapporto fra la NBA ed il paese asiatico. L’ex Suns ha così ricostruito la vicenda, come riportato da Yahoo Sports.
“Negli Stati Uniti Daryl Morey, GM di Houston (ora ai Sixers, ndr), pubblica un tweet che il governo cinese interpreta come un attacco. Noi al tempo siamo i cittadini americani di più alto profilo fra quelli che si trovano in Cina. Avremmo dovuto prendere parte ad un evento benefico a Shangai. Ci sono cartelloni giganteschi davanti al nostro hotel che lo pubblicizzano, e guardiamo con soggezione mentre lo tolgono. Ci sono persone che circondano l’albergo in cui alloggiamo e riceviamo minacce di morte da persone che appoggiano il governo. Non possiamo andarcene, allenarci o fare un giro in città”.
“Siamo andati lì solo perché giocare è un nostro compito, perché la lega vuole fare soldi in quel mercato enorme. Ora non siamo del tutto sicuri di poter rivedere le nostre famiglie. Adam Silver arriva in Cina letteralmente sudato per aiutarci a raffreddare la situazione. Deve negoziare per permetterci di lasciare il paese in sicurezza. Volevamo solo giocare. Quando LeBron critica Daryl Morey per quel tweet tutti si comportano come se fosse contrario alla libertà di parola, ma quello che sta dicendo davvero è: ‘Pubblichi qualcosa del genere comodamente da casa tua, mentre i giocatori della tua lega sono bloccati in Cina. Devi pensare per un momento a quale sia l’ impatto di ciò sulle altre persone”

