NBA, nessun nuovo giocatore positivo ai test per il coronavirus nell’ultima tornata di test affettuati, la lega respira dopo un periodo di tre settimane in cui ha dovuto rinviare 23 partite per le troppe assenze dei giocatori e per i protocolli sanitari.
In risposta a un rischio che i contagi potessero propagarsi al punto da dover rinviare troppe gare, la NBA aveva deciso di inasprire il suo protocolo anti Covid limitando ancor di più gli spostamenti dei giocatori sia in casa che in trasferta e in hotel, che prevedendo l’uso delle mascherine in qualsiasi momento che non fosse il campo, e quindi anche in panchina quando un giocatore riposa o è comunque “cambiato” per giocare. La lega ha inoltre reso obbligatorio l’uso delle mascherine FFP2 (KN95 in America) per giocatori e staff in qualsiasi situazione che non sia il campo.
A seguit di alcuni casi postivi poi, squadre come Washington Wizards e Memphis Grizzlies sono state “chiuse” per una settimana e le partite in calendario rinviate per evitare rischi di altri contagi e infortuni.
Ci sono ancora giocatori fermi per il protocollo anti Covid, tra cui Jonas Valanciunas e Grayson Allen dei Memphis Grizzlies, Karl-Anthony Towns dei Minnesota Timberwolves e Dario Saric dei Phoenix Suns. La NBA pianifica di recuperare gran parte delle partite rinviate nella seconda metà della stagione regolare da 72 partite che inizierà il 10 marzo 2021 dopo la settimana di pausa in cui si dovrebbe giocare l’All-Star Game (7 marzo). nei giorni scorsi la lega ha riorganizzato il calendaro di alcune squadre, tra cui Washington Wizards e Portland Trail Blazers, per accogliere già a febbraio alcune della partite in precedenza rinviate.

