Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsJazz, è miglior partenza dai tempi di Stockton&Malone: “Giochiamo e vinciamo di squadra”

Jazz, è miglior partenza dai tempi di Stockton&Malone: “Giochiamo e vinciamo di squadra”

di Giovanni Oriolo
Utah Jazz

Una delle gare più interessanti della notte è stata senza dubbio quella tra i Boston Celtics e gli Utah Jazz. Ossia i primi a Ovest contro una delle squadre più informa a Est. La vittoria è andata alla franchigia della Utah per 122-108 che conferma l’ottimo stato di forma di inizio stagione e fissa il record stagionale di 20 vittorie e 5 sconfitte. Per i ragazzi di coach Snyder si tratta della 16esima vittoria nelle ultime 17 gare, e della miglior partenza in ua stagione dai tempi di Karl Malone e John Stockton (nessuno a inizio stagione avrebbe mai pensato a dei Jazz così incisivi.

Nelle ultime nove sfide si sono presi gli scalpi di squadre come Celtics, Bucks, Miami Heat (due volte), Sixers, Lakers e Clippers (due volte).

Jazz-Celtics, Donovan Mitchell: “L’etica del lavoro ha fatto un salto di qualità”

In molti, a inizio stagione, davano Mitchell e compagni come una delle possibili squadre in crisi. Negli occhi di tutti c’erano la lite tra Mitchell e Gobert e l’uscita al primo turno di playoffs contro i Nuggets, con ben 3 match point sprecati. Invece i Jazz sono tornati concentrati e con tanta voglia di rifarsi e proprio su questo punto insiste il centro francese a fine gara.

“Mi sento davvero come se quest’anno avessimo iniziato la stagione con un solo scopo: vendicare l’eliminazione al primo turno dei playoffs . Mi sento carico e così si sentono anche i miei compagni, come se avessimo qualcosa sulla spalla che ci motiva per tutta la partita. Questa motivazione ci fa bene, ci serve e la dobbiamo tenere presente per tutta la stagione se vogliamo migliorare quanto fatto l’anno scorso”

Di simile parere è anche il coach degli Utah Jazz che sempre a fine partita dichiara:

“Ogni volta che vedi una squadra che si plasma sulle caratteristiche e idee di gioco dei propri giocatori e allenatori è molto gratificante. Quando hai una squadra che collettivamente cerca di giocare in un certo modo, senza dipendere da un solo giocatore, ma giocando tutti insieme e dando tutti il massimo vuol dire che stai lavorando bene. Io penso che questo noi lo stiamo facendo e stiamo anche ottenendo grandi risultati”.

Infine anche la stella dei Jazz, Donovan Mitchell, torna sulla questione inizio di stagione e mentalità che la squadra sta mettendo nelle partite.

“Penso che la mentalità e la motivazione giusta con il quale abbiamo iniziato la stagione sai la cosa più importante. Queste sono le cose che più ci ha aiutato ad avere questi risultati. Soprattutto per chi è entra dalla panchina non è facile tenere alta la concentrazione, ma per ora lo stanno facendo bene. Guardo Royce [O’Neale] ad esempio. La gente non lo nota tanto, soprattutto dalla TV. Ma noi che gli stiamo vicini in campo, abbiamo capito subito che è arrivato a questa stagione nella forma migliore della sua carriera. Quanto a determinazione ne ha da vendere. Lui ed io siamo andati a Miami in offseason e abbiamo lavorato per tre o quattro settimane di fila. Le cose che gli ho visto fare, non gliele ho visto fare mai nei suoi quattro anni insieme”

Mentalità, ma non solo. Ecco i fattori importanti dell’ascesa degli Utah Jazz

Oltre alla mentalità, alle motivazioni e al gioco di squadra (che sicuramente anno aiutato i ragazzi di Snyder a migliorare) sono da evidenziare altri cinque fattori che sicuramente stanno influenzando positivamente la partenza dei Jazz.

Il primo fattore è un Mike Conley rinato. Il team dello Utah aveva investito tanto su di lui, ma l’anno scorso l’ex Grizzlies era l’ombra di se stesso. Quest’anno, invece, sta riuscendo a incidere nelle partite e la dimostrazione è il passaggio da 14.4 punti e 4.4 della scorsa stagione ai 16.5 punti e 5.8 assist di quest’anno. Il secondo è il recupero di Bojan Bogdanovic che l’anno scorso, dopo un ottimo inizio, si è dovuto fermare definitivamente ai box per la rottura del polso destro. Il terzo è la firma in free agency di Derrick Favors (vecchia conoscenza dei mormoni). Dopo due anni passai ai Pelicans è tornato nello Utah e sta dando una grande mano in protezione al ferro. Ma soprattutto il suo acquisto è importante per dare minuti di riposo a Gobert e O’Neale (che l’anno scorso sono stati costretti a fare gli straordinari).

Detto dei “recuperi” ora si parla dei due fattori di miglioramento. Il primo è al tiro dove Joe Ingles e Donovan Mitchell stanno facendo registrare le migliori medie delle loro carriere, specialmente da dietro l’arco (42% per Donovan e 43% per Joe). Ma la vera sorpresa è il rendimento di Jordan Clarkson. Il prodotto dell’Università del Missouri è arrivato ai Jazz via trade come “scarto” di Lakers e Cavs. Ma nello Utah ha trovato la sua dimensione e, dopo due ottime stagioni in uscita dalla panchina, quest’anno è esploso ed è il favorito indiscusso per vincere il premio di sesto premio uomo dell’anno. Clarkson viaggia attualmente con 17.4 punti, 4.3 rimbalzi e 2 assist a notte, tirando con il 38% da 3 punti e il 45% dal campo.

You may also like

Lascia un commento