Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsDraymond Green sul caso Drummond-Cavs: “La lega rispetti i giocatori!”

Draymond Green sul caso Drummond-Cavs: “La lega rispetti i giocatori!”

di Gabriele Bozzetti
Draymond Green

Un vecchio proverbio afferma: “Se vuoi essere rispetto, prima impara a rispettare”, ed è proprio quello che ha chiesto in conferenza stampa il giocatore dei Golden State Warriors Draymond Green.

Andiamo per ordine, cosa ha scatenato questa reazione del n. 23 Warriors?

Stanotte si è giocata la partita al Chase Center di San Francisco tra Warriors e Cleveland Cavaliers, vinta dai ragazzi di Steve Kerr per 129-98, con protagonista ancora una volta Stephen Curry. Chi invece non è stato protagonista, anzi non ha proprio messo piede in campo è stato il centro di Cleveland Andre Drummond. Sono infatti già due partite che l’ex Pistons non gioca, a seguito delle dichiarazioni del GM dei Cavaliers Koby Altman che Drummond non fa più parte del progetto dopo l’arrivo dai Nets di Jarret Allen.

“A volte sei costretto a predere decisioni difficili”, ha detto l’allenatore dei Cavaliers J.B. Bickerstaff. “Ma rispettiamo Drummond per tutto ciò che ha fatto, realizzato e per quanto ci abbia aiutato, ma abbiamo pensato che questa fosse la cosa più giusta per lui.”

Secondo ESPN i Cavaliers non hanno ” serie discussioni in corso con nessuna squadra”. Drummond, che guadagna 28,7 milioni di dollari in questa stagione, sarà un free agent senza restrizioni dopo la stagione. Se uno scambio non potrà essere raggiunto entro la scadenza, un buyout del contratto potrebbe essere l’unica opzione per il centro se vuole giocare di nuovo prima della sua free agency.

Lo sfogo di Draymond Green

Lo sfogo di Green è arrivato in una notte in cui ha disputato una buona partita con 16 assist. La sua conferenza stampa è iniziata con una domanda incentrata sul rapporto che ha costruito con Stephen Curry nel corso degli anni, poiché le alte statistiche di Curry possono a volte coincidere con il numero degli assist di Green. Dopo aver risposto a questa domanda per circa 30 secondi, Green è passato all’argomento oggetto di sfogo.

“Vedere Andre Drummond seduto a bordo campo prima della partita e poi in borghese perché la squadra lo vuole scambiare non è giusto. Quando James Harden ha chiesto la trade e sostanzialmente ha mollato la situazione (…) è stato criticato aspramente per aver detto di voler cambiare aria. Ora invece una squadra può uscirsene pubblicamente dicendo: ‘Vogliamo scambiarlo e l’atleta in questione deve andarsi a sedere. Se non mantiene un atteggiamento professionale, viene bollato come cancro, problema dello spogliatoio.”

Il problema per quanto riguarda Draymond Green è molto semplice: se una squadra dice pubblicamente che vuole scambiare un giocatore e non lo fa giocare per quel motivo è giustificata, se invece lo fa un giocatore che per diversi motivi vuole cambiare aria viene multato e etichettato con un problema.

Draymond Green: “Ci vuole rispetto”

“Abbiamo visto Harrison Barnes rispedito in panchina; DeMarcus Cousins ha scoperto di essere stato scambiato durante un’intervista all’All-Star Game, e si continua a permettere che questo accada. Io sono stato multato per aver dato la mia opinione. C…) arrivati a un certo punto, come atleti dobbiamo essere trattati con lo stesso rispetto e avere gli stessi diritti delle squadre. Da giocatore appari come la peggior persona al mondo quando vuoi una situazione diversa, ma una squadra può dire che ti vuole scambiare. Il giocatore, di contro, deve restare in forma, mantenere uno standard professionale. E se non succede, la sua carriera è a rischio. La lega deve proteggere i giocatori da simili imbarazzi. Sono stufo di vedere queste cose.”

Le parole di Green sono arrivate lo stesso giorno in cui il direttore generale dei Pistons, Troy Weaver, ha detto a ESPN che la squadra avrebbe dovuto non far giocare l’ex All-Star Blake Griffin mentre cercava di concludere un accordo o un potenziale acquisto.

Vedere Green criticare la lega non è una cosa nuova, eppure questa volta il suo punto di vista sembra equo e razionale, d’altronde è un guerriero e “Warriors” ce l’ha cucito sul petto.

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