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NBA, i giocatori scettici sul vaccino complicano i piani di Adam Silver

di Michele Gibin
spurs popovich

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, sarebbe diffuso tra i giocatori NBA lo scetticismo riguardo ai vaccini contro il Covid-19, un elemento che potrebbe rendere difficile nelle prossime settimane le campagne vaccinali per gli atleti e soprattutto i piani della lega di sfruttare la popolarità delle star per la sensibilizzazione.

Diversi giocatori non sarebbero del tutto persuasi dalla sicurezza e dall’opportunità nel fare il vaccino e non sarebbero pertanto disposti a prestare volto e voce a campagne di sensibilizzazione. La prospettiva proposta di allenantare i protocolli rigidi oggi in vigore per evitare contagi diffusi tra gli atleti non sarebbe oggi uno sprone sufficiente, né i giocatori NBA hanno accolto bene la decisione di lega e NBPA (il sindacato dei giocatori) di tenere comunque l’All-Star Game 2021 nonostante le promesse di inizio stagione.

La NBA ha sempre insistito sulla necessità di non dare alcuna impressione all’opinione pubblica di voler saltare alcuna fila per i vaccini. La campagna vaccinale negli USA è partita da due mesi e sono già oltre 55 milioni le dosi inoculate, in uno scenario però in cui la pandemia provoca ancora 70mila casi di contagio confermati al giorno, e in una fase di calo della curva epidemica dopo gli spaventosi picchi di gennaio.

Grandi personalità come Gregg Popovich e Kareem Abdul-Jabbar hanno deciso di vaccinarsi pubblicamente per veicolare al meglio il messaggio pro-vaccini.

In una call conference con gli executive delle squadre, il commissioner NBA Adam Silver ha anticipato che la lega potrebbe essere nelle condizioni di inizare a vaccinare i giocatori tra marzo e aprile, da mesi la NBA ha organizzato seminari e incontri per sensibilizzare i proprio atleti sulla necessità di vaccinarsi. Una stima, quella di marzo-aprile, che potrebbe però risultare ottimistica. A CNN il dottor Anthony Fauci ha spiegato che l’inizio della campagna vaccinale di massa negli USA, rivolta quindi alle cateogorie non a rischio per motivi professionali, di salute e di età, potrebbe iniziare non prima di maggio-giugno.

La NBA ha già dovuto rinviare 30 partite di stagione regolare, partite che dovranno essere recuperate entro la fine della regular season prevista per aprile-maggio. L’ultima tornata di test per il coronavirus ha dato 5 risultati positivi tra i giocatori, di cui 4 dei San Antonio Spurs.

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