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Caso Meyers Leonard, multa di $50mila e sospensione per il centro degli Heat

di Michele Gibin
meyers leonard

La NBA ha multato il giocatore dei Miami Heat Meyers Leonard per 50mila dollari, con una sospensione di una settimana dopo il caso delle frasi razziste pronunciate da Leonard durante una livestream sul suo canale Twitch di una partita online di Call of Duty.

Meyers Leonard, che è attualmente infortunato, dovrà anche seguire un seminario sulla diversità culturale quale parte del percorso di recupero previsto dalla sanzione.

Durante la livestream della sua partita, Leonard aveva apostrofato altri giocatori con la parola inglese “kike”, che è un dispregiativo antisemita usato per definire le persone di origine ebraica, assieme ad altri insulti. La clip con le parole del giocatore era presto finita online e sui social network.

Leonard si era poi scusato per le sue parole, spiegando di non conoscere in significato del termine e rigettato qualsiasi accusa di razzismo. I Miami Heat hanno appreso della notizia e condannato duramente l’accaduto pur confidando nella buona fede del giocatore, la NBA ha avviato un’indagine interna che ha portato alla sanzione, Il giocatore resterà lontano dalla squadra per un periodo indeterminato.

Abbiamo preso atto che il giocatore sia davvero pentito, abbiamo spiegato (a Leonard, ndr) che un simile linguaggio non sarà mai tollerato e che la NBA si aspetta da lui che rispetti i valori della nostra organizzazione: uguaglianza, tolleranza, inclusione e rispetto. Abbiamo accettato la sua spiegazione e il fatto che non fosse a conoscenza della portata di un simile termine“, così il commissioner NBA Adam Silver.

Caso Meyers Leonard, la lettera aperta di Julian Edelman dei Patriots

Poche ore dopo l’accaduto e la successiva bufera mediatica, il giocatore dei New England Patriots Julian Edelman, di origini ebraiche, ha pubblicato via social una lettera aperta a Meyers Leonard, in cui lo invitava a trascorrere del tempo assieme e per una cena dello shabbat (il sabato ebraico di riposo) a Miami: “So che molto probabilmente non sapevi cosa significasse quella parola, e che non lo hai fatto con odio ne con l’intenzione di offendere qualcuno per le sue origini. Ed è questo che rende l’accaduto così grave, perché almeno l’odio manifesto incontra maggior resistenza. La semplice ignoranza è invece più difficile da combattere perché ha maggiore portata, soprattutto se la persona ha una certa influenza e popolarità. L’odio è come un virus, si diffonde rapidamente e accidentalmente“.

 
 
 
 
 
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