La carriera da allenatore di Brad Stevens spiccò il volo nello stato dell’Indiana, da giovane coach della Butler University due volte alle Final Four NCAA con Gordon Hayward e Shelvin Mack, e quindi direttamente nella NBA con la squadra più nobile tra tutte, i Boston Celtics.
Stevens è da 8 anni saldamente sulla panchina dei Celtics, uomo investito da Danny Ainge della responsabilità di riportare i biancoverdi al titolo NBA che manca dal 2008 a Beantown. In questa stagione di transizione per i Celtics, che navigano a Est attorno al 50% di vittorie, Brad Stevens non è stato esente da critiche ma la reputazione del coach è ancora alta.
Prima della partita contro gli Utah Jazz, poi persa per 117-109 con 40 punti subiti nel quarto periodo, Brad Stevens ha parlato dei rumors che lo vorrebbero uno dei candidati al ruolo di capo allenatore di Indiana University, uno dei college più prestigiosi d’America in fatto di canestri.
Stevens si è detto lusingato dall’interesse ma felice ai Celtics: “Significa tanto… ho tanti amici laggiù, persone importanti nella mia vita, mio padre vive ancora lì per cui inutile negare che la cosa mi lusinga molto. Però sono l’allenatore dei Boston Celtics, una grandissima opportunità che vivo giorno per giorno da ormai 8 anni, e sono estremamente grato per questo“.
La Indiana University sta cercando di riportare il suo programma di basket ai livelli che furono. L’ultima Final Four è datata ormai 2002 e coach Archie Miller è appena stato licenziato. Stevens sarebbe l’uomo giusto per rilanciare gli Hoosiers ma convincerlo a “scendere” di categoria sembra impresa impossibile. “L’Indiana ha un posto speciale per me, è dove mi sono innamorato del basket. Quando vivi lì sai quanto i basket sia importante, e quanto stimati siano i programmi di basket collegiali. Per me, crescendo lì, la Indiana University era un punto di riferimento“.

