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NCAA: la presentazione delle 10 regine del ranking Associated Press

di Giulio Scopacasa

Arrivati a dicembre è tempo di fare il punto della situazione sulla NCAA: analizziamo ora le prime 10 squadre del ranking Associated Press.

1) Kentucky

La squadra di Calipari è partita 12-0, cosa prevedibile tempo fa. La quantità presente nel roster è impressionante e trovarne una nella memoria simile a quella di Towns e compagni è veramente difficile. Oltre ad essere la migliore squadra della NCAA per  i Wildcats non si profilano partite veramente difficili e combattute. L’unica che potrebbe mettere in difficoltà Kentucky sembra la sfida con Louisville. A parte questo match nessuna squadra sta riuscendo a impensierire i bianco blu. L’ultima partita della squadra è stata contro la più che discreta UCLA. Dopo il 24-0 di parziale che costringe più volte il coach dei Bruins a fermare la partita Kentucky amministra facilmente il restante tempo. I vari Platoon si alternano e dominano il match. 15 punti per Aaron Harrison e 19 per Booker, 10 rimbalzi per Towns, 6 assist per Johnson e 8 per Andrew Harrison. La squadra gira bene e la prima sconfitta non si profila. Se questa squadra salterà l’ostacolo Louisville la strada sarà veramente molto in discesa.

NCAA Basketball: Providence at Kentucky

2) Duke

Duke è in ottima forma, come dimostrato dal record (10-0), ed è riuscita a inserire al meglio le nuove reclute. A partire da Jahlil Okafor e Justise Winslow, passando per Jones. Certo, l’inseguimento di Kentucky è una impresa durissima ma i Blue Devils non si arrendono e cercheranno di usurpare il trono di regina del ballo al March Madness, notoriamente momento dell’anno dove tutto può succedere. Okafor si è inserito ottimamente nel sistema e riesce a farsi trovare con costanza in attacco. Il suo lavoro in post continua a migliorare e la strada verso la 1st pick 2015 sembra spianata. Soltanto un piccolo problema riscontrato a Duke: la panchina. Nonostante non manchi il talento ai giocatori della panchina essi sono in numero ridotto e, a differenza di Kentucky, non può funzionare il sistema platoon e sono soltanto 13 i minuti giocati dai giocatori diversi dai primi 6 della rotazione nell’ultima partita vinta contro UConn. Il problema non è cosi grave, ma in una stagione lunga che ha come culmine il March Madness non è un aspetto da sottovalutare. Nell’ultima partita Duke supera la campionessa in carica UConn con un ottimo Jefferson (11+13) e un Tyus Jones da 21 punti. Anche Okafor fa la sua degna figura e i Blue Devils riescono a portare a casa la partita contro gli Huskies. L’arma principale di questa vittoria di Duke è la difesa sul perimetro. Gli avversari tirano 12 triple mandandone a segno soltanto 3 con il 25% realizzativo.

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3) Arizona

Proprio qui arriva il colpo di scena molto recente. Arizona, in grande forma e con un roster molto profondo ha un ottimo inizio di stagione sulle ali dell’entusiasmo di Stanley Johnson, Rondae Hollis-Jefferson e TJ McConnell. Il crack arriva proprio questa notte, 23 dicembre 2014 contro UNLV. Partita molto più che abbordabile per i Wildcats. La partita viene vinta da Arizona per tre motivi principalmente. Il primo è la confusione della partita: 15 turnover per parte non favoriscono la classica costruzione del gioco da parte di Arizona che spesso subisce i ritmi imposti da steal e turnover, appunto. Il secondo è la panchina. 19-6 per la panchina  di UNLV. Totalmente in modo inaspettato i secondi quintetto lottano duramente per trovare il parziale vincente e UNLV non solo rimane a galla ma batte nettamente i rivali. Ultimo punto importante sono i rimbalzi: 13 rimbalzi in più da parte della squadra vincitrice sono tantissimi. Il gioco in area dei lunghi di Arizona non funziona e ciò significa prima sconfitta stagionale. Ora i Wildcats devono riprendere la striscia di vittorie per puntare al titolo di conference.

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4) Louisville

Louisville è la super potenza in stato di forma ottimale sulla quale tutti puntano per poter fermare Kentucky sabato. L’impresa è veramente ardua ma se Harrell e compagni riescono ad utilizzare l’energia nel modo migliore non diventa un’impresa impossibile. Certo che, se la squadra si trova quarta nel ranking AP è in ottimo stato di forma. Sono 10 le partite vinte dai Cardinals e zero quelle perse. Ultimo esame con CSUN (Cal State University of Northridge) superato agevolmente nonostante l’assenza di Harrell. Blackshear ne mette 31 e Rozier 16 e Louisville vola. Sicuramente la squadra deve trovare intesa e con il tempo ci riuscirà diventando un interessantissima pretendente al titolo del March Madness. E se può succedere di tutto in NCAA, che non possa succedere già sabato contro l’armata Wildcats?

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5) Virginia

La squadra forte ma senza stelle. Ottimi giocatori, senza dubbio, ma non c’è l’Harrel, l’Okafor o il Towns di turno. Alta capacità di giocare insieme e importanti doti caratteriali dei giocatori di Virginia fanno si che questa squadra si trovi al quinto posto del ranking NCAA con 11 partite vinte e zero perse. Ultima partita è stata la sfida con la cenerentola dell’ultimo torneo NCAA: Harvard. Partita a dir poco imbarazzante per gli ospiti. Il risultato finale non ha bisogno di interpretazioni: 27-76. Una vera apocalisse per Harvard, La difesa di Virginia è assilante e non lascia spazio a nessun tipo di conclusione avversaria e tiene gli avversari al 16% dal campo e al 18% da tre punti. Un complice 40% ai liberi condisce la partita dominante di Virginia che continua il proprio viaggio e la propria guerra per raggiungere l’ambito titolo di Conference.

6) Wisconsin

Wisconsin punta al titolo di una delle conference più storiche della NCAA. I Badgers sono favoriti ma Michigan, Indiana o, non si sa mai, Michigan State possono ampiamente mettere in difficoltà Wisconsin. Nell’ultima partita importante vittoria contro California (10-2). Kaminsky fa 14 punti e 8 rimbalzi e per una volta il trascinatore della squadra non è il senior ma Nigel Hayes che mette una doppia doppia da 17 punti e 13 rimbalzi. Wisconsin deve capire se è Kaminsky-dipendente. Cercare il post del 44 è offensivamente il punto chiave del gioco Badgers ma non permette moltissime altre alternative. Se da questo gioco Wisconsin riuscisse a sviluppare una serie di schemi più pericolosi potrebbe diventare una pretendente al titolo ancora più pericolosa di quanto non lo sia già.

7) Villanova

Arcidiacono ne mette 17 e i Wildcats passano agevolmente sopra NJIT. Vittoria netta che porta Villanova sul 12-0 stagionale. Big East interessante come sempre. Providence, St. John e Seton Hall a seguire Villanova con Creighton (debole della perdita di McDermott) e Xavier a seguire poco dietro. Villanova è in grado di battere le grandi squadre. Non che essa non lo sia, ma per grandi squadre intendo exploit fenomenali. Lo ha dimostrato e la squadra è pronta a riprovarci. D’altronde se hai Dylan Ennis che gioca così è difficile perdere con squadre del calibro di NJIT e non vincere contro squadre di grado più alto.

8) Gonzaga

I Bulldogs si trovano 12-1 in striscia di 4 vittorie consecutive dopo la sconfittaall’overtime in casa di Arizona. Fattore campo fondamentale per Gonzaga, 6-0 in questa stagione.  Nell’ultima partita rotazione cortissima per i Bulldogs. Soltanto 7 giocatori che il Coach ha a disposizione per la partita. Nonostante questo Cal Poly non è all’altezza di competere con  Bulldogs. Facile vittoria e pensiero alla prossima partita contro Brigham Young, partita facile che potrebbe, però, riservare varie sorprese. Soltanto una l’avversaria credibile per raggiungere il titolo della West Coast Conference: BYU. Los contro tra le squadre è prossimo (27/12) e sarà molto importante per stabilire le posizioni all’interno della conference.

9) Texas

Texas 10-2. Buona partenza di stagione ma non ottima come sarebbe potuta andare.  Ultima partita terminata con l’incredibile sconfitta contro Stanford. 77-74 il risultato finale. Nonostante i 19 di Holland e i 14 ciascuno di Holmes e Yancy Texas non riesce a staccare gli avversari e se li porta dietro all’overtime dove Brown, dall’alto dei suoi 25 punti mette un layup per sorpassare i Longhorns, che non segneranno più dal campo consegnando la vittoria a Stanford. Randle anche fa una buona partita e ne mette 22. I Longhorns sono in difficoltà e dopo la prevedibile sconfitta con Kentucky arriva questa, un po’ meno prevista. Stagione in ogni caso ottima per Texas che cercherà in ogni modo di strappare il titolo in una Big 12 veramente molto competitiva.

10) Kansas

i Jayhawks hanno perso Embiid e Wiggins, non proprio due Freshmen a caso. Arrivano intanto Kelly Oubre e Cliff Alexander per riempire il vuoto. Due ottimi prospetti che, molto probabilmente, a fine stagione finiranno nella NBA. Kansas si trova 9-2. Prima sconfitta contro, indovinate chi? Kentucky, beh neanche a dirlo. La seconda meno aspettata il 23/12 contro Temple. I ragazzi di Self si fanno prendere alla sprovvista da Will Cummings che ne mette 19 con 4 assist e 5 su 8 al tiro. Kansas non gira bene e partita da dimenticare in vista degli ultimi appuntamenti dell’anno.

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