Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatFocus on Heat: molti problemi, ma la vittoria con i Cavs può dare la spinta emotiva giusta?

Focus on Heat: molti problemi, ma la vittoria con i Cavs può dare la spinta emotiva giusta?

di Leonardo Zeppieri

Era il 23 Novembre quando i Miami Heat festeggiavano la vittoria casalinga contro Charlotte, dopo aver battuto Orlando il giorno prima. È da quel giorno che Wade e compagni non riescono ad infilare due vittorie di seguito. Da quel 23 Novembre ad oggi (oltre un mese), gli Heat hanno messo insieme un record di 6-10, precipitando al settimo posto nella Eastern Conference più scarsa degli ultimi diecimila anni.

Ovviamente gli infortuni dei due lunghi titolari hanno influito (McRoberts out per la stagione e Bosh fuori a tempo indeterminato), ma di certo Miami non sta giocando una pallacanestro brillante e, soprattutto, efficace. Miami può soffrire contro squadre come Utah, Chicago e Memphis, che hanno la loro forza nel reparto lunghi, ma di certo non può permettersi di perdere contro squadre abbordabili, come Bucks e Sixers.

NBA: Miami Heat at Portland Trail BlazersLe lacune che gli Heat erano consci di avere sin da inizio stagione, si sono confermate tali. Sotto canestro la squadra soffre e in attacco manca un creatore di gioco che non si chiami Dwyane Wade. Il problema è stato, invece, che  i punti di forza che Miami credeva di avere, non si sono rivelati così solidi. In particolare la difesa sui pick and roll e, in generale, sugli esterni avversari. Contro i Bulls è stato Dunleavy a distruggere gli Heat, contro Washington Wall è stato inarrestabile, per non parlare di Carter-Williams nella recente sconfitta contro Phila. La “coperta” difensiva degli Heat sembra davvero cortissima e il solo rientro di Bosh (che comanda il reparto da dietro col megafono) non può risolvere tutti i problemi. Rientro che, peraltro, non sappiamo quando avverrà. Miami non può fare grandi movimenti tramite trade, visto che l’unico giocatore che potrebbe interessare è Luol Deng, del quale gli Heat non vogliono privarsi. Sul mercato Free Agent ci sono alcuni nomi interessanti ma non interessati (almeno finora) a far parte del progetto di Riley.

Nel frattempo Napier è finito fuori dalle rotazioni, con più minuti a Ennis anche nel ruolo di guardia. Minuti che il rookie da Long Beach ha ripagato con 16 punti e 8 rimbalzi nella vittoria contro i Celtics. L’ex giocatore dei Perth Wildcats (Australia) può diventare una buona carta dalla panchina per Spoelstra. Nel ruolo di ala piccola si è fatto spazio anche Danny Granger, che è un giocatore semi-finito ma avrà minuti perché il suo tiro serve come il pane all’attacco di Miami. Sotto il ferro l’aggiunta di Whiteside ha dato un po’ di ossigeno ad un reparto falcidiato dagli infortuni.

Non inganni la vittoria contro i Cleveland Cavaliers: sfida particolare, con un Wade (31 punti) ma anche tutti i compagni vogliosi di dimostrare a Lebron di aver sbagliato ad andarsene dalla Florida. Un Granger rinato, una panchina che funziona, Birdman vita facile sotto canestro contro i Cavs che soffrono da matti a rimbalzo.

Con 5 delle prossime 10 contro Top Teams, non sembrano esserci però i presupposti per una rapida risalita a livello di record ma, lo sappiamo, nella Eastern Conference non c’è mai da preoccuparsi. Almeno fino a Maggio.

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