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NBA, Silver torna alla carica con il torneo di metà stagione: ecco come sarebbe

di Michele Gibin
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Il Commissioner NBA Adam Silver non ha abbandonato i propositi di introdurre un torneo di metà stagione durante la regular season, un progetto ipotizzato già nel 2019 all’interno di un campo più largo di riforme della stagione della lega di basket USA professionistico.

Campo largo che prevedeva anche il torneo di play-in, che a causa della pandemia e un calendario giocoforza più compresso è stato introdotto e sperimentato per due stagioni consecutive. Il torneo di metà stagione sul modello delle coppe nazionali che esistono da sempre nei campionati di calcio europei e internazionali è un “pallino” di Adam Silver, il cui obiettivo è quello di introdurre delle novità per la stagione 2021\22, quella in cui la NBA compirà 75 anni di età.

Il successo mediatico e di pubblico dei play-in è un buon biglietto da visita per Silver, che potrà portare sul tavolo del board of governors della lega da lui presieduta i risultati in termini di gradimento delle partite di qualificazione ai playoffs 2021. Adam Silver si aspetta dunque che le parti in causa – squadre e giocatori – siano disponibili ad ascoltare e trattare.

Qualsiasi riforma del formato della stagione regolare NBA deve essere approvato dai due terzi del board of governors della lega, di fatto il CdA ove siedono i 30 proprietari delle squadre, e dal sindacato dei giocatori, la NBPA di cui Chris Paul è il presidente, e diretta da Michele Roberts. La proposta del 2019 prevedeva un torneo di metà stagione con 8 squadre partecipanti, a eliminazione diretta e con un premio in denaro di 1 milione di dollari a giocatore per i vincitori. A decretare le 8 squadre partecipanti la classifica di stagione regolare fino al momento della composizione del tabellone.

Il torneo avrebbe l’effetto di diminuire a 78 il numero di partite di regular season a stagione (oggi, in condizioni di normalità, sono 82). Prima dello stop del marzo 2020, Silver aveva ottenuto un impegno formale a discutere in futuro di innovazioni quali play-in e appunto il torneo di metà stagione, e spera che tali colloqui possano ripartire quanto prima.

Come spesso accade, la G-League NBA dovrebbe essere usata come sede di sperimentazione per nuove formule come il torneo di metà stagione, come già successo in passato per novità come il coach challenge e variazioni di regolamento. Nel 2019 la G-League, di cui il Commissioner è l’ex All-Star NBA Shareef Abdur-Rahim, ha sperimentato una versione embrionale del torneo, il Winter Showcase inventato come vetrina per i giocatori della lega di sviluppo.

In quell’occasione lo Showcase fu trasformato in un torneo con tanto di premio in denaro (100mila dollari), e se la sperimentazione continuerà, nel 2021\22 la G-League terrà il suo torneo di metà stagione a 4 squadre dedicato, che si terrà contestualmente allo Showcase di esibizione.

Anche la WNBA avrà da questa stagione la sua “coppa”, un torneo di metà stagione denominato Commissioner’s Cup con 10 squadre qualificate che si giocherà prima della pausa della regular season per le Olimpiadi, ad agosto. Il premio sarà di 500mila dollari, con un riconoscimento per atleta stimato sui 30mila dollari per la squadra vincente.

Premio in denaro che rischia di diventare uno scoglio per la NBA, dove gli stipendi medi degli atleti sono decisamente superiori rispetto a G-League e WNBA: quale incentivo potrebbero avere giocatori più pagati nel giocarsi un solo milione di dollari aggiuntivo? Il rischio è che un eventuale torneo NBA di metà stagione possa diventare una competizione dove impiegare giocatori di rincalzo, un po’ come avviene – e qui la similitudine non è virtuosa come pensa Silver – nel calcio europeo soprattutto ai primi turni delle coppe nazionali o internazionali di secondo piano.

Del progetto, come riporta Bleacher Report, si conosce però il nome, la David Stern Cup intitolata all’ex Commissioner NBA e predecessore di Adam Silver, scomparso nel gennaio del 2020 a 78 anni, e grande figura innovatrice e carismatica per il basket pro USA. Ciò che la NBA dovrà studiare per dare davvero un senso pratico e motivazioni per la sua “Coppa NBA” saranno incentivi davvero vantaggiosi per partecipanti e soprattutto vincitori. Allo studio ci sarebbero il vantaggio del fattore campo in palio al primo turno (almeno) di playoffs senza riguardi di classifica finale, o dello spazio salariale extra da impiegare sul mercato dei free agent.

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