All’eliminazione al primo turno dei playoffs NBA, dopo aver condotto la serie contro i Clippers per 2-0 e quindi per 3-2, è seguito un piccolo terremoto in casa Dallas Mavericks con le voci di dissidi in seno al front office a causa della figura descritta come “invadente” di Bob Voulgaris, uomo di fiducia di Mark Cuban, di antipatie tra Voulgaris e la star della squadra Luka Doncic, e infine con le doppie dimissioni di Donnie Nelson e Rick Carlisle.
In mezzo, il ritorno di Dirk Nowitzki in qualità di consigliere speciale di Cuban in una task force che comprende anche Michael Finley, quindi il prossimo arrivo del nuovo capo allenatore della squadra, quel Jason Kidd indicato espressamente da Carlisle come erede.
Assieme a Kidd è attesa la firma di Nico Harrison, ex dirigente Nike e che dovrebbe avere un ruolo importante nel nuovo front office dei Mavs accanto proprio a Michael Finley.
Nel congedarsi dai Dallas Mavericks e prima di tornare agli Indiana Pacers già allenati con successo dal 2003 al 2007, Rick Carlisle ha parlato degli anni in Texas e del suo rapporto con Mark Cuban e soprattutto con Luka Doncic, con cui in questa stagione non sono mancate tensioni anche dovute alla presenza di Voulgaris.
“Cuban è un amico e sodale, anche in fatto di basket. A volte capita di incontrare persone che ti cambiano la vita, e Mark ha cambiato la mia e quella della mia famiglia. Racchiudere 13 anni in un comunicato è troppo difficile (…) provo immensa gratitudine per la città di Dallas, per la squadra e per tutti i giocatori e colleghi con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Dirk, JJ Barea, Luka Doncic, Jason Kidd, Jason Terry, Tyson Chandler, Shawn Marion… sono troppi“.
Carlisle ha poi rivelato di aver scritto personalmente a Luka Doncic dopo la notizia del passaggio del coach ai Pacers: “Ho appena mandato un messaggio a Luka ringraziandolo per 3 anni fantastici. Ho imparato tanto da lui e gli ho detto che sono contento che ci giocheremo contro solo due volte all’anno. Luka è il giocatore giovane più forte al mondo, mi aspetto da lui che diventi MVP e campione NBA in futuro, ho un grandissimo rispetto delle sue qualità e del suo senso per il gioco. E’ un giocatore che nasce una volta sola in una generazione“.

