Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDenver NuggetsI Nuggets preparano l’offerta per estendere Aaron Gordon, “Ottimismo reciproco”

I Nuggets preparano l’offerta per estendere Aaron Gordon, “Ottimismo reciproco”

di Gabriele Melina
Aaron Gordon

I Denver Nuggets sono ottimisti di poter raggiungere un accordo con Aaron Gordon, ala venticinquenne ex Orlando Magic attualmente eleggibile per una estensione contrattuale. Giunto nel Colorado verso la fine dello scorso marzo, Gordon ha disputato 25 partite al fianco dell’MVP Nikola Jokic a cifre ben al di sotto delle sue potenzialità, e per tal motivo la dirigenza Nuggets si sta ancora interrogando su quali cifre proporre al giocatore.

Se inizialmente si è discusso di un quadriennale da 88 milioni complessivi, ad oggi Denver sarebbe alla ricerca di una estensione biennale o triennale che comporti un massimo di 20 o 21 milioni annui. Ciò vuol dire che Gordon non riceverà la massima estensione contrattuale per la quale è appunto eleggibile, tuttavia, viste le cifre della stagione 2020/21, un contratto del genere pare più che sufficiente per ciò che il prodotto di Arizona ha fornito su entrambe le metà campo.

I Nuggets hanno acquisito Gordon alla trade deadline per rimpiazzare Jerami Grant, il quale la scorsa estate aveva cercato e trovato un ruolo di maggiore importanza ai Detroit Pistons, franchigia che lo ha messo sotto contratto per tre anni a 60 milioni totali. Il resoconto di Gordon in quel di Denver, 10.2 punti di media, 4.7 rimbalzi, 2.2 assist, il 50.0% dal campo ed il 26.6% da tre, è più o meno simile a quello di Grant circa la stagione 2019/20, quindi è possibile che l’ala venticinquenne ottenga un contratto affine a quello dell’attuale giocatore dei Pistons.

Dal canto suo Aaron Gordon ha mostrato lo stesso ottimismo ed interesse dei Nuggets nel siglare tale accordo, consapevole che Denver andrà a riporre una certa fiducia nei suoi confronti firmandolo ad almeno 20 milioni annui.

I Nuggets intravedono in Aaron Gordon il giocatore complementare a Jokic e Murray

Nonostante le cifre di Gordon non siano al pari di un giocatore che percepisca almeno 20 milioni annui, i Denver Nuggets decideranno comunque di mettere sul tavolo un’offerta del genere perché fiduciosi nell’inserimento dell’ex Orlando Magic all’interno del sistema di gioco di coach Mike Malone. A quale motivo è da ricondurre questo tipo di fiducia?

Premessa: la prossima stagione potrebbe non essere il campione più adatto da prendere in esame, proprio perché l’infortunio al legamento crociato di Jamal Murray condizionerà, in modo più o meno invasivo, il progresso dei Nuggets in ottica playoffs e titolo NBA. Non avendo ancora aggiornamenti sulle condizioni della point-guard, per vedere Denver in piena forma bisognerà probabilmente attendere l’annata 2022/23.

Tornando al discorso precedente, quando Jamal Murray e Aaron Gordon hanno condiviso minuti sul campo, per un totale esatto di 8 gare, l’ex Magic ha tirato con il 56% dal campo. Al contrario, dal giorno dell’infortunio di Murray le percentuali e la produzione offensiva del venticinquenne sono calati in modo vertiginoso visto l’accrescere delle sue responsabilità in attacco.

Di conseguenza, il ruolo ideale per Aaron Gordon in quel di Denver non è quello di essere un punto di riferimento in attacco, ma piuttosto quello di giocare nelle pieghe della partita, di fungere da jolly per professionisti della fase offensiva come Jokic, Murray, ed un promettente Michael Porter Jr. Al contempo, Gordon potrà estendere il suo contributo anche alla metà campo difensiva, dove i Nuggets spesso lasciano molto a desiderare.

Il suo atletismo, la sua versatilità, e la sua rapidità, saranno componenti fondamentali in tale ottica perché complementari allo stile di gioco di, ad esempio, Nikola Jokic.

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