La firma di Carmelo Anthony in quel di Los Angeles è da ricondurre a due motivi in particolare: oltre a quello più scontato, ovvero la possibilità di vincere il tanto agognato titolo NBA, il futuro hall of famer ha intravisto nella città californiana la possibilità di giocare con uno dei suoi più grandi amici, nonché compagno di draft, LeBron James.
Il nativo di Akron, poco prima di concedersi una vacanza all’insegna delle bellezze italiane, ha dato il suo solito ed altrettanto fondamentale contributo alla costruzione del nuovo roster, durante la free agency. Tra le file dei Lakers non poteva mancare, per l’appunto, il buon vecchio Anthony, che prima di trasferirsi a Los Angeles aveva intenzione di prolungare la sua permanenza a Portland.
“Onestamente, ho atteso a lungo una chiamata da parte dei Blazers. Cercavo di capire se fossero interessati a me, dato che nelle ultime due stagioni Portland è quasi diventata casa mia. Stavano però succedendo diverse cose (riferendosi alla situazione Lillard, ndr) e non tutto era chiaro. Alla fine mi hanno chiamato, ma non nel modo in cui avrei desiderato. Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. Non c’è lealtà, non per dire che Portland abbia sbagliato, semplicemente perché è un business e funziona così. Non volevo abbandonare Damian e C.J…”
Prima che LeBron facesse capolino al telefono, Carmelo Anthony ha ricevuto offerte da altre squadre: “New York si è sempre mostrata interessata, anche Philadelphia, nonostante con loro non ci sia mai stata una conversazione. New Orleans era attiva. E’ stato bello per me riscoprire che alcune franchigie NBA mi desideravano, quando invece 18 mesi prima ero un totale sconosciuto”.
Anthony riporta nient’altro che la verità quando dice che, poco meno di due anni fa, era fuori dalla lega ed alla disperata ricerca di un contratto. Nel novembre del 2019 Portland gli diede una possibilità, forse l’ultima dopo due apparizioni poco convincenti con gli Houston Rockets e gli Oklahoma City Thunder, e da lì in poi la sua carriera ha ripreso vigore. Tornando ai giorni nostri, Anthony si è accasato ai Lakers per cercare l’ultimo importante trofeo della sua carriera cestistica.
“Mi manca solo il titolo NBA, per il resto ho vinto ad ogni livello. Se avessi firmato altrove, avrei dovuto scendere a patti e dire: ‘Anche se non ho un anello al dito, va bene comunque’. Ai Lakers è tutta un’altra storia. E’ un qualcosa che devo raggiungere a tutti i costi. E’ ora di andarselo a prendere”.
Carmelo Anthony: “Lillard non ha mai detto di volersene andare”
Quando Anthony ha citato lo stato di confusione che vigeva, e probabilmente vige ancora, a Portland, si riferiva in primis alla situazione Damian Lillard. Nonostante i Blazers non siano mai stati in grado di circondare il volto della propria franchigia con giocatori d’alto calibro, Lillard ha sempre mostrato un’estrema e rara lealtà nei confronti della sua squadra.
Anche quest’estate, Lillard ha allontanato i rumors e giurato l’ennesima fedeltà ai suoi Blazers, per quel che pare, molto probabilmente, l’ultimo tentativo. Il roster assemblato, oggettivamente, non è da titolo, eppure l’ex compagno di Lillard, per l’appunto Carmelo Anthony, ha sottolineato come la superstar natia della California non abbia mai fatto intendere di volersene andare.
“Damian non ha mai discusso di voler lasciare Portland, l’unica cosa che diceva è che lui vuole vincere a tutti i costi. Abbiamo parlato molto in questi due anni, e Lillard ha sempre citato il suo attaccamento alla città di Portland, che chiama casa e che non vuole abbandonare”.
