Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsNew York Knicks, tensione Walker-Thibodeau: “Non si parlano”

New York Knicks, tensione Walker-Thibodeau: “Non si parlano”

di Carmen Apadula
Kemba Walker

Che la situazione non fosse tutta rose e fiori l’avevamo capito, ora però, dopo la partita di sabato sera a Boston, la tensione tra Kemba Walker e coach Tom Thibodeau è diventata molto palpabile.

Infatti, sabato, il coach è dovuto tornare sui suoi passi, e si è visto costretto a richiamare a rapporto l’ex Celtics, che è tornato in un match sicuramente singolare, e cioè il primo contro la sua ex squadra, dopo ben 2 anni. Match in cui Walker ha dato una grande prova di sé, dopo aver passato le ultime 10 partite a guardare da bordocampo, nonostante le prime 18 da titolare. 

Nonostante tutto, però, la partita contro Boston ha visto il miglior Kemba della stagione, con: 29 punti, 5 su 11 dall’arco, 6 rimbalzi e 3 assist, aggiungendo anche un terzo quarto da 17 punti, che ha permesso a New York di rimettere il naso avanti per un po’ durante il match. 

Dopo la partita persa contro Boston, con un punteggio di 114-107, però, Walker ha rivelato durante le interviste al TD Garden, che è molto probabile che il suo ritorno sia solo temporaneo

Walker, infatti, non sa cosa pensi di lui l’allenatore, e i due non hanno parlato dalla mattina del 29 novembre, giorno in cui è stato estromesso dalla rotazione.

Se la stagione non verrà interrotta dalla pandemia da Covid-19, infatti, coach Thobodeau potrebbe cambiare idea sulla sua posizione, soprattutto quando Derrick Rose (che ha una distorsione alla caviglia) e i 6 giocatori positivi del team (McBride, Quickley, Toppin, Barrett, Grimes e Knox) torneranno. Non a caso, ci sono voluti ben 6 giocatori infetti e la caviglia di Rose per far sì che il coach sabato si affidasse a Walker, che per il momento si tiene pronto. Anche se Rose sarà il grado di giocare martedì contro i Pistons, infatti, Walker potrebbe comunque iniziare di nuovo la partita, per ravvivare un po’ la panchina impoverita.

In ogni caso, il match di sabato ha permesso a Kemba di prendersi una rivincita, sia con i Knicks che con i Celtics, e di dire anche la sua. “Voglio giocare” ha detto Walker. “Non so cosa mi riserverà il futuro, ma sento di avere ancora tanto da dare. Non sono finito”. 

Sicuramente ci sono anche gli infortuni a pesare sul suo rendimento e sul suo futuro, anche se un po’ di riposo e una buona condizione fisica possono permettergli di fare la differenza. La point guard dei Knicks , infatti, ha subito stoppato tutte le domande che avrebbero potuto fargli. “Non fatemi domande su questo. Mi sento bene, sono in ottima forma, ma a prescindere da tutto e dalla situazione in cui mi trovo, continuerò ad allenarmi per farmi trovare pronto. Sono qui per dare alla mia squadra ciò di cui ha bisogno”. 

Kemba Walker: “Ultimi 2 anni difficili”, Thibodeau: “Grande partita sabato, vedremo per il futuro”

Walker, infatti, ne ha passate tante dalla scorsa stagione, quando i suoi problemi al ginocchio lo hanno portato a dover saltare moltissime partite, prima che Brad Stevens lo scambiasse con Oklahoma City, non appena è diventato il presidente dei Celtics, lo scorso giugno. I Thunder, poi, dopo non essere riusciti a scambiarlo, lo hanno rilasciato ad agosto, in modo che potesse firmare un accordo biennale da 18 milioni con la squadra della sua città natale, cioè New York, appunto.

Sono stati un paio di anni difficili, ad essere onesti“, ha detto il diretto interessato. “Ma penso che sia solo qualche avversità. Ad un certo punto della vita, tutti attraversano momenti difficili. Ho avuto una grande carriera finora, e un sacco di cose sono andate bene. È un momento difficile ora, quindi si tratta solo di mostrare carattere e chi sono veramente. Sono forte mentalmente, mi sento come se fossi stato costruito per qualsiasi situazione, e la gestirò al meglio. Ho un grande sistema di supporto, una grande famiglia, grandi amici che mi aiutano a rimanere umile e con i piedi per terra, ed è quello che continuerò a fare” ha detto Walker. “Basta cercare di essere indistruttibile e continuare a mettere il mio lavoro prima di ogni cosa, rimanendo pronto per ciò che verrà”. 

Anche i compagni sono con lui, come confermano le loro affettuose esultanze dalla panchina, e anche coach Thibodeau stesso ha dovuto ammettere quanto visto a fine gara. “Ha giocato davvero bene, una grande partita” ha ammesso. “Vedremo in futuro come si metteranno le cose per capire che rotazione usare. Lasciarlo fuori non è stato semplice, ma devo prendere le decisioni migliori per la squadra, non quelle più comode”. 

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