8 sconfitte nelle ultime 8, dodicesimi nel selvaggio £st, perpetua insipienza tecnico-tattica. I New York Knicks, sono parenti lontani di quelli ammirati appena un anno fa.
Il popolo della grande mela, è reduce da stagioni vissute nel totale anonimato, con promesse, obiettivi e sogni mai realizzati. Un ambiente depresso e minato da un core dirigenziale incapace di restituire prestigio e credibilità a una delle franchigie storiche della lega.
Eppure la scorsa annata, aveva fatto presagire notevoli passi in avanti. Un roster certamente non di primo livello, ma con alcune talentuose leve in rampa di lancio, guidato da un guru della difesa come coach Thibodeau. Infatti al termine del campionato i newyorkesi figurano quarti, con conseguente accesso diretto alla post-season . Al primo turno i Knicks si ritrovano gli Atlanta Hawks, freschi di una seconda parte di stagione davvero ragguardevole.
Il verdetto non fa sconti, 4-1 per i georgiani.
In offseason i Knicks si “accontentano” di operazioni di facciata, che non consentono, visti anche i risultati fin qui conseguiti, di effettuare l’atteso salto di qualità.
Come al solito, il flusso di notizie oltreoceano è così fitto e vario, che pure alcuni dei grandi nomi vengono associati alla franchigia diretta da James Dolan.
Tra questi c’è quello di Damian Lillard, che è tornato d’attualità anche nelle scorse ore.
Secondo il NY Post, i Knicks continuano a monitorare la situazione del trentaduenne, il quale avrebbe però manifestato una certa freddezza a seguito dei risultati scadenti ottenuti dai bluarancio.
New York può contare su un vasto parterre di scelte e asset da offrire ai Blazers, le quali tuttavia sono andate svalutandosi con il prosieguo della stagione.
Fonti vicine alla Grande Mela, parlano di un’apertura della trattativa solo nel caso in cui venisse messo sul piatto RJ Barrett, segno evidente della riluttanza di Portland a privarsi facilmente del loro uomo di punta.
Inoltre non è un mistero la ferma volontà della franchigia di Jody Allen, di ricostruire il roster intorno al numero 0.
Insomma per i New York Knicks, la faccenda si fa sempre più complessa e un eventuale tentativo in estate significherebbe ulteriormente svenarsi.
Ad aggravare la questione, voci di corridoio sostengono che nella passata sessione di mercato, il gm Scott Perry fosse vicinissimo all’acquisizione di DeMar DeRozan, grande amico di Lillard, e pedina strategica per attirare il nativo di Oakland. William Wesley, alto dirigente della compagine, avrebbe opposto un secco no, per ragioni tutt’oggi sconosciute.

