Una delle squadre che si pensava si potesse muovere durante la trade deadline e che alla fine non ha realizzato trattative sono i Chicago Bulls. La squadra di coach Billy Donovan era alla ricerca di backup center, per dare minuti di riposo a Vucevic, e una point guard che possa aiutare Dosunmu a crescere e sostituire Ball durante il suo infortunio. Il front office della franchigia dell’Illinois ha però preferito non toccare il roster e puntellare la squadra nel mercato dei buyout. Se per Goran Dragic, svincolatasi dagli Spurs, la situazione sembra sempre più in alto mare, la firma appare questione di ore per il centro ex Kings e Pacers, Tristan Thompson.
Il lungo 30enne ha iniziato la stagione con i Sacramento Kings, ma il 10 febbraio era stato scambiato ai Pacers nella trade che ha fatto fare il percorso inverso a Domantas Sabonis e Buddy Hield. Con la nuova maglia ha disputato una solo gara, contro gli Washington Wizards, prima di trovare la risoluzione contrattuale. Ora manca l’ufficialità, ma un suo trasferimento a Chicago è ormai certo. Per far spazio a Thompson i Bulls dovranno rinunciare a un giocatore, probabilmente Alfonzo McKinnie, il quale ha un contratto al minimo.
Bulls, Tristan Thompson in arrivo per rinforzare il reparto lunghi
Anche se con qualche anno e acciacco in più, Tristan ha mostrato di avere ancora i numeri e la fisicità che gli hanno permesso di essere uno dei giocatori chiave della vittoria dell’anello dei Cleveland Cavaliers nel 2015. Soprattutto in fase difensiva, Thompson potrebbe avere un impatto decisivo sulle prestazione della probabile sua nuova squadra. I Bulls sono infatti una delle peggiori squadre a difendere sui lunghi, anche banalmente per la mancanza di giocatori alti e fisici a roster. L’ex Kings, invece, fa della fisicità, della lotta a rimbalzo e della difesa in post basso un suo marchio di fabbrica. TT, infatti, è nel 73° percentile a rimbalzo difensivo, mentre addirittura nel 96° percentile in quello offensivo (dati di Cleaning the Glass).
Quest’ultimo dato, inoltre, ci fa notare come Thompson potrebbe rivelarsi una presa utile anche nella metà campo offensiva, non solo difensiva. I Bulls, ad oggi, sono la 27esima squadra per rimbalzi totali a notte (solo Sixers, Rockets e Pistons fanno peggio), ma soprattutto sono la 29esima per rimbalzi offensivi. Sicuramente a influire su ciò sono anche le percentuali della squadra. Chicago è 1° per tiri realizzati dal campo (48.3%) e ai liberi (81.7) e 2° da oltre l’arco (37.6%). Però anche la corta e bassa batteria di lunghi non aiuta nel catturare seconde possibilità. L’arrivo di Tristan potrebbe risolvere questo problema.
Inoltre, Thompson, è un ragazzo che per stile di gioco potrebbe amalgamarsi bene e in fretta nella squadra. L’ex Cavs, infatti, non ha bisogno di giocare palla in mano per esprimere il suo basket. Nelle sue precedenti esperienze si è sempre ritagliato la sua prestazione giocando tanto off ball e facendosi trovare pronto su scarichi in area, tap-in e schiacciate. Sicuramente come prototipo di centro è molto diverso da Vucevic. TT non ha gioco perimetrale e intaserà di più l’area, ma ha una diversa fisicità da imporre sotto canestro e prende tiri solamente vicino al ferro, quindi con alta possibilità di realizzazione.
Non solo difesa e lotta rimbalzo, l’ex Cavs importante anche per la sua esperienza
Altro aspetto molto importante della firma del lungo canadese è la sua esperienza ai playoffs. Tristan, infatti, diventerebbe il giocatore in azione dei Bulls con il maggior numero di partite giocate in post-season. Il secondo con un anello al dito dopo Alex Caruso. Il centro canadese ha già giocato 83 partite di playoff, di cui ben 22 alle Finals NBA, vivendo ben 4 run al fianco di LeBron. Proprio in previsione della gare da aprile in poi, la probabile firma dell’ex Kings potrebbe essere un acquisto fondamentale.
A Est, inoltre, è pieno di lunghi forti e dominanti. Giannis, Embiid, Adebayo, Allen sono le principali minacce delle attuali rivali dei Bulls e Vucevic non ha mai mostrato di essere in grado di tenere il passo di nessuno di questi in difesa. C’è da dire che neanche le alternative al montenegrino sono mai state all’altezza. Bradley ha dimostrato di essere un giocatore neanche da rotazione in stagione, Jones rientra da diversi problemi fisici ed è abbastanza injury prone e Williams, che rientrerà probabilmente a fine marzo, ha saltato praticamente tutta la stagione e non sarà al 100%. Rimane Green, che dall’alto del sui 196cm, si batte come un leone, ma sui 5 ai playoffs dovrebbe faticare troppo. Ovviamente Thompson non sarà la soluzione a tutti i problemi dei Bulls, ma sicuramente un giocatore che saprà rendere agli avversari la vita meno facile.

