Che rivincita per Spencer Dinwiddie, scaricato dagli Washington Wizards alla trade deadline dopo solo metà stagione, e ora protagonista in una squadra più forte e organizzata come i Dallas Mavericks.
Dinwiddie ha guidato i suoi Mavs alla vittoria per 114-113 in casa contro i Sacramento Kings, in una partita in cui non ha giocato Luka Doncic e in cui Dallas si era ritrovata nel secondo quarto in svantaggio anche di 18 punti (56-38). L’ex giocatore di Nets e Wizards, arrivato il 10 febbraio scorso via trade assieme a Davis Bertans in cambio di Kristaps Porzingis, ha chiuso con 36 punti, 7 assist e il canestro del sorpasso Mavs a 46 secondi dal termine.
Per Dinwiddie anche 12 su 13 ai tiri liberi, in una serata “alla Doncic” in cui ha vinto anche lo scontro diretto con De’Aaron Fox, autore di 44 punti. Per tutta la partita i Mavs hanno subito la rapidità di Fox, e solo nel quarto quarto sono riusciti a ritrovare la solidità difensiva vista nelle ultime uscite.
29-21 Dallas il parziale del quarto quarto, a 12 secondi dal termine Fox ha i 2 tiri liberi del potenziale +1 ma sbaglia il primo. Con la partita sul 111 pari, l’ultimo possesso è per Jalen Brunson, che attacca contro Fox e Davion Mitchell e trova nell’angolo destro Dorian Finney-Smith. Smith segna da tre per il 114-111, e dopo il timeout a 3 secondi dal termine, Harrison Barnes non riesce a trovare un buon tiro.
Per Sacramento un’altra sconfitta pesante in chiave play-in, i Kings non riescono ad elevarsi dalla mediocrità nonostante l’arrivo via trade di Domantas Sabonis e in classifica a Ovest sono ancora dietro a squadre come Pelicans, Spurs e persino Trail Blazers, a loro volta in caduta libera (e voluta).
E per Spencer Dinwiddie, il momento del riscatto dopo il flop a Washington e persino alcune voci, emerse a pochi giorni dalla trade deadline, che lo avevano descritto come un compagno di squadra “mal sopportato” in spogliatoio. “Parole che mi hanno fatto male, lo confesso. Io non ho mai detto nulla di male a Washington, non ho mai parlato male di niente e nessuno. Anzi, ringrazio ancora Sheppard, Leonsis e anche Bradley (Beal, ndr) per avermi dato quel contratto in estate, non era scontato per uno che arrivava da un infortunio al ginocchio come il mio. Ma devo dire che essere accompagnato alla porta con quelle voci, mi ha ferito“.
La ricompensa per Dinwiddie è stata una squadra migliore e più quadrata di Washington, in cui l’ex Nets ha preso ruolo e minuti dell’infortunato Tim Hardaway Jr accanto a Luka Doncic e Jalen Brunson. Spencer Dinwiddie ha dato ai Mavs un secondo trattatore della palla “periferico” a Doncic e Brunson, e un giocatore con centimetri e atletismo sufficienti per attaccare il canestro e generare buoni tiri per Bertans, Finney-Smith, Reggie Bullock e Maxi Kleber. 14 su 36 da tre per i Mavericks contro Sacramento, con Finney-Smith da 5 su 11 e 2 triple fondamentali nel finale.
In 7 partite finora giocate in maglia Mavs, Dinwiddie sta viaggiando a 17.1 punti di media, con il 41.4% al tiro da tre e 5.1 assist a gara. Un giocatore diverso rispetto a quello “frenato” visto a Washington, e molto più simile a quello ammirato nel 2019\20 a Brooklyn: “I suoi compagni si fidano di lui, è riuscito davvero in fretta a conquistarsi la loro fiducia“, così coach Jason Kidd.
“Agli Wizards il mio ruolo è cambiato spesso (…) e io ho sempre accettato tutto, per cui essere messo alla porta così, ripeto, è stata una sensazione strana. Mai provata prima. Qui a Dallas per ora sta andando tutto molto bene, mi piace il mio ruolo qui“.

