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Bulls, DeRozan: “Zach LaVine merita il massimo salariale”

di Alessio Modarelli
Zach LaVine

Milwaukee spazza via i Chicago Bulls e si prende di forza il secondo turno contro i Boston Celtics. Per la franchigia dell’Illinois si conclude una stagione a due volti. Sorprendente nella prima parte e desolante nella seconda. I tanti infortuni hanno sicuramente destabilizzato un percorso che nelle battute iniziali pareva roccioso e incoraggiante.

Negli ultimi due mesi la squadra di Billy Donovan è andata  in perpetuo crollo, lo  testimoniano le 15 sconfitte su un totale di 22 partite. L’avvento dei playoffs, palcoscenico che i Bulls non saggiavano dal 2017, non è servito a invertire il trend, anche per ragione del potenziale avversario.

Insomma, terminata la stagione per il front office di Chicago è giunto il momento di programmare il futuro, un avvenire che può contare su un’ottima ossatura di base che necessità di conferme e arrivi di qualità, sempre tenendo bene a mente le disponibilità salariali.

In questo senso si inserisce di prepotenza il destino di Zach LaVine, reduce da un altra annata di livello e desideroso di portarsi a casa un importante contratto.

In estate, il nativo di Washington sarà unrestricted free agent, e potenzialmente eleggibile per un quadriennale da 210,5 milioni di dollari, il massimo che i Bulls possono mettere sul piatto.

Per la prossima stagione Chicago avrà un monte stipendi da 100 milioni di dollari, il quale con l’eventuale riforma di LaVine andrebbe di gran lunga sopra il cap, manovra che sarebbe consentita dal possesso dei diritti Bird sulla guardia ventisettenne.

Nell’intervista del post partita, sollecitato da NBCS Chicago, DeMar DeRozan ha auspicato la permanenza di LaVIne, definito dall’ex Spurs: “un talento da massimo salariale”.

“Giocatore massimo, talento da massimo, tutto massimo. È uno di quei giocatori in questa lega che non si vedono troppo spesso. Gli dico sempre quanto sono invidioso delle cose che riesce a fare. Si merita tutto quello che sta facendo”.

In seconda battuta si è regalato un piccolo sunto della sua prima stagione in maglia Bulls, conclusa con 27.9 punti di media con il 50.4% dal campo e il 35.2% da oltre l’arco.

“Non poteva andare meglio. È stato, a dir poco, un anno fantastico. Solo essere attorno al front office, ai compagni di squadra, alla città. Tutto è stato qualcosa di più di quanto avrei potuto immaginare”.

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