Analizziamo oggi la situazione della squadra che ha versato, nella scorsa stagione, la maggior quantità della tassa di lusso imposta dalla lega, i Brooklyn Nets.

L’ “ascesa” dei Nets inizia la notte del draft del 2013, quando ottengono Pierce e Garnett, insieme a Terry, dai Celtics in cambio di Humpries, Wallace Brooks, Bogans e scelte. Con questa mossa i Nets hanno aggiunto al cap di circa 10-15 mln di dollari, che si sono sommati ai già pesantissimi contratti di Williams, Johnson e Lopez (circa 55 mln in tre).A questi vanno aggiunti i contratti dei giocatori in uscita dalla panchina (Kirilenko e Evans circa 7 mln), che hanno contribuito a far salire il team payroll (monte ingaggi) a 101,263 mln di dollari.

Durante la scorsa stagione i Nets hanno cercato di alleggerire, per quanto possibile, l’oneroso monte ingaggi, spedendo Terry e Evans a Sacramento per Marcus Thornton, risparmiando circa un milione. Dopo l’uscita al secondo turno di playoff per mano di Miami, si è fatto il resoconto della stagione: quello che salta subito all’occhio è il rapporto inversamente proporzionale dei risultati al fronte dei soldi spesi. Qual è la decisione al riguardo? Si cambia!

Pierce finisce a Washington nella free agency, ma i soldi risparmiati (15 mln) finiscono quasi tutti (12 circa) nella player option accettata da KG, rendendo praticamente inutile il “non-rinnovo” di P-Square. Se ne vanno nella free agency anche Blatche (destinazione Cina) e Shaun Livingston ( firmato dai Warriors). Avendo perso le scelte al draft nella stagione precedente i Nets non hanno avuto scelte al primo giro. Allora la dirigenza ha cercato di alleggerire  ancora il cap senza danneggiare troppo le prestazioni della squadra tramite qualche trade: in estate è stata effettuata una trade a tre con Cleveland e Boston in cui a Brooklyn sono finiti Karasev e Jack da Cleveland ed i Nets hanno girato Thornton ai Celtics.

Iniziata la stagione i Nets subiscono i primi infortuni; i più colpiti sono Williams e Lopez. Arrivati a dicembre i Nets mettono sotto contratto al minimo salariale Darius Morris e scambiano Kirilenko e Gutierrez ai 76ers per Davies. Ma a dicembre arriva una notizia che ha stupito l’NBA: il facoltoso proprietario dei Nets Prokorov ha deciso di vendere la squadra e, di conseguenza, la dirigenza si sta adoperando per scambiare i pezzi pregiati della squadra (Williams, Johnson e Lopez) per alleggerire i 94/95 mln del salary cap.

Svendendo i pezzi pregiati andranno, di conseguenza, in fumo le chances di vedere la squadra ai playoffs, quindi recentemente è uscita un’indiscrezione secondo la quale KG firmi il buyout per cercare fortuna altrove (Clippers?), facendo risparmiare altri 12 mln ai Nets.

Tutte queste ipotesi potranno verificarsi entro la chiusura degli scambi e sicuramente i Nets faranno qualche mossa per alleggerire la disastrosa situazione economica per attirare potenziali investitori e cercare di ripartire con nuovi obbiettivi e con un grande allenatore come Hollins.

Guardando al futuro, i Nets avranno nella prossima stagione un payroll di 78,44 mln di dollari, due in più del consentito per evitare di incombere nella luxury tax; ma se i Nets scambiassero anche una sola delle sue stelle, riuscirebbero a rimanere sotto i 76 mln consentiti, non pagando la tassa di lusso e allargando il giro di possibili investitori. Situazione complicata in cui Billi King ed i suoi collaboratori dovranno spremersi le meningi al fine di migliorare una situazione non idilliaca ed evitare di svendere i giocatori migliori, perché è giusto alleggerire il monte ingaggi, ma senza svalutare i propri giocatori

Per NBA Passion,
Alessandro Maritato

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