Nella settimana che ha visto concludersi la striscia di 17 partite degli Hawks e di 12 dei Cavs, senza voler insistere su questi 2 team il cui stato di forma è stato oggetto di approfondimento già qualche settimana fa, i team a spiccare come migliore e peggiore della settimana sono entrambi team della Eastern: Milwaukee Bucks e Miami Heat!
Miglior team: Milwaukee Bucks. 4-1 dal 31/01 allo 07/02
La squadra di Jason Kidd ha terminato con un ottimo record l’ultima settimana, frutto di un 4-1 risultato di 2 vittorie contro top team, 2 vittorie contro squadre in difficoltà (o se vogliamo nobili decadute) e una sconfitta, lottando e giocando alla grande, in quel di Houston.
La settimana si apriva con la sfida del 31/01 in casa contro Portland, squadra attualmente a 18-6 contro i team dell’Est. I Bucks venivano dalle 2 vittorie contro Heat e Magic, e lo stato di forma è sembrato ottimo anche contro i Blazers. 95-88 il risultato finale, con Antetokounmpo sugli scudi e in doppia doppia da 10 punti e 10 rimbalzi, 14 di Henson nello spot di centro titolare, 18 di Dudley, 17 di Mayo dalla panchina, 11 di Bayless e 11 di Knight: ottima prova di squadra quindi, con 6 uomini in doppia cifra, 50 rimbalzi e 13-14 ai tiri liberi, per una vittoria tanto sofferta quanto prestigiosa.
Due notti dopo si vola a Toronto dai Raptors in discesa sicuramente ma pur sempre seconda forza della Eastern. Partita molto tirata e vinta alla fine per 82-75 grazie ancora a una solidissima partita di Antetokounmpo che mette la doppia doppia da 12 punti e 12 rimbalzi, ai 12 di Henson e soprattutto ai 25 di Middleton, per un’altra gran prova del collettivo che assiste 24 canestri su 33 realizzati dal campo. Ma la difesa funziona meglio di tutto, col 32% dal campo concesso alla squadra di DeRozan, che soffre la marcatura pianificata da Kidd nei suoi confronti e tira con 5/16 dal campo. 4a in fila e bella dose di autostima e fiducia, subito sfruttate positivamente la notte del 4 Febbraio, quando gli ospiti di turno erano i Lakers. 113-105 il risultato finale con 4 uomini sopra i 20 punti ma soprattutto career high di Antetokounmpo: The Greek Freak ne mette 25, a cui si aggiungono i 24 di Knight e i 21 di Middleton e Mayo, che a 8 decimi da fine ultimo quarto infila una tripla pazzesca dall’angolo per il 94 pari che manda tutto all’OT, poi vinto in scioltezza. 50% dal campo e 11/26 da 3 le chiavi del successo per Kidd, che vede i suoi surclassati a rimbalzo per 53-35 ma comunque capaci di reggere i ritmi alti imposti dalle riserve di LA e spuntarla grazie anche alla prodezza dell’ex Grizzlies.
L’unica sconfitta della settimana arriva per mano dei Rockets di Harden, che infliggono un 117-111 arrivato grazie a 15 triple di squadra che hanno annullato la straordinaria prestazione del 34 greco ancora trascinatore con 27 punti, 15 rimbalzi e 4 assist, ben supportato dai 12 punti con 11 assist e 5 palle rubate di Knight e dai 13 sorprendenti di Gutierrez dalla panchina. La sconfitta però non ha scalfito di molto le certezze raccolte e consolidate finora dal team di Milwaukee, comunque uscito a testa alta dall’attuale terza forza della Western Conference e reduce da 7 vittorie nelle ultime 10 partite. Fiducia però è la parola d’ordine in casa Bucks e la vittoria giunta stanotte in casa contro Boston per 96-93 ha ripreso la marcia vincente delle ultime partite, grazie anche ai 26 di Knight (che ha messo di fatto il tiro della vittoria poi non pareggiato da Crowder) e ai 14 con 11 rimbalzi e 5 assist di Antetokounmpo.
L’uomo del momento e della settimana è di certo quest’ultimo, capace di terminare le ultime 5 partite con la media di 17,6 punti e 10,8 rimbalzi. Tantini per uno che dovrebbe giocare esterno e sta migliorando sensibilmente il ball-handling e il lavoro di piedi, consacrandosi come uno dei prospetti più interessanti, messo forse nelle mani del miglior coach possibile per insegnare i fondamentali del gioco a un ragazzo con ancora poca esperienza. Sorridano i tifosi dei Bucks, questa squadra, come il suo giocatore più rappresentativo, ha enormi margini di miglioramento.
Peggior team della settimana: Miami Heat. 1-3 dallo 01/02 allo 06/02
Sebbene la settimana si fosse aperta bene con la vittoria sul campo dei Celtics (comunque abbondantemente orientati al prossimo draft), le ultime 4 partite hanno regalato un pessimo record alla squadra di Riley, che ora vede gli spettri di una clamorosa esclusione dalla griglia playoff, complici anche le risalite di Hornets e le minacce sempre vive di Nets e Pistons.
Nella notte del 1 Febbraio a fare da protagonista nell’83-75 contro Boston è l’uomo copertina del momento: Hassan Whiteside si regala un’altra prestazione monstre con 20 punti e 9 rimbalzi, ben sorretto anche da Bosh con 18 punti e Tyler Johnson pescato dalla panchina e autore di 13 importantissimi punti. Tanto basta per battere la resistenza di Sullinger e compagni, che restano a distanza di sicurezza e confinano la lotta all’ottavo posto a Nets, Pistons e appunto Heat, con i Magic ormai defilati. Ma la dose di entusiasmo e fiducia post-Celtics dura davvero poco, perchè la batosta del 3 Febbraio è di quelle che minano ogni certezza anche in team più solidi rispetto ai Miami dell’ultimo periodo. 108-91, in cui poco conta il losing-effort di Bosh con 34 punti e 14/23 dal campo e l’ennesima doppia-doppia di Whiteside con 11 punti e 10 rimbalzi. Detroit tira benissimo e ha davvero poca resistenza dalla difesa di Miami, che paga i continui problemi fisici non solo di Wade ma anche di Deng, Granger e Andersen. Problemi che non fanno ben sperare nemmeno per il futuro, nonostante il primo e l’ultimo siano ormai rientrati. La partita di Detroit si risolve nel primo quarto, quando un parziale di 25-1 spezza le gambe agli uomini di Spoelstra, che non trova risposte da una panchina che totalizza un pessimo -79 di plus/minus con un impatto deleterio di Johnson, Granger, Andersen e Cole, che vengono letteralmente mangiati dalla second-unit dei Pistons che quindi vincono e riducono le distanze per un ottavo posto che anche dopo l’infortunio di Jennings resta alla portata proprio grazie al pessimo momento Heat. La delusione più grande arriva però nella notte successiva, in cui il 102-101 di Minnesota, fanalino di coda della Western, mette ancora di più a nudo, qualora servisse, le difficoltà di Miami ormai aggrappata al rendimento del jolly Whiteside, che si regala un’altra notte da record (24 punti e 20 rimbalzi con 12/13 dal campo, terza miglior percentuale di sempre in un match da 20-20) ma si rende protagonista assieme a Cole di un episodio che resterà per anni tra i più bizzarri della storia recente NBA, con una rimessa prima fatta da Whiteside per il suo play, che poi invita di nuovo il lungo ad arretrare e rifare la rimessa con ovvia sanzione dell’arbitro che, a 35 secondi dalla fine, consegna la palla ai T’Wolves, increduli per il modo in cui la vittoria è maturata.
Due notti fa poi, ultima sfida della settimana da incubo degli Heat, che proprio non potevano augurarsi di incontrare avversario diverso , con degli Spurs finalmente quasi al completo e in piena striscia per riprendere i posti che contano ad Ovest. 98-85 finale, con 17 di Deng, 10 di Andersen e 14 di Bosh, ma soprattutto con Whiteside ai box. Già il lungodegente Wade è una mancanza quasi insopperibile per Spolestra, che rinunciando anche al centro del momento sventola bandiera bianca nonostante una timida resistenza dovuta alla prova tutto orgoglio di Johnson dalla panchina. Si volterà pagina fin dalla prossima partita? La speranza è quella, ma soprattutto l’augurio migliore è quello di ritrovare Wade e vederlo all’opera nella stessa partita con Whiteside, unico raggio di sole in una stagione che sta diventando sempre più fallimentare, calcolando soprattutto le compagini che in serie stanno superando Bosh e compagni.
Per NbaPassion
Luca Mazzella






