Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsCaso Sarver, il sindacato NBPA dei giocatori si schiera: “Va cacciato a vita”

Caso Sarver, il sindacato NBPA dei giocatori si schiera: “Va cacciato a vita”

di Michele Gibin
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La direttrice esecutiva della NBPA Tamika Tremaglio ha chiesto ufficialmente la cacciata a vita di Robert Sarver, il proprietario di Suns e Mercury sospeso per un anno con una multa di 10 milioni di dollari nella giornata di martedì.

Il sindacato conferma dunque la sua linea dura contro Sarver, e contro la sanzione imposta dalla lega, giudicata troppo leggera e non sufficiente alla luce di quanto emerso dalle indagini sul clima generalizzato di molestie, misoginia e mobbing sul luogo di lavoro negli uffici dei Phoenix Suns.

Chiediamo assolutamente una squalifica a vita“, ha detto Tremaglio in un’intervista a NBA Today di ESPN. “Non vogliamo che sia in una posizione in cui gestisca o interagisca con individui che interagiscono con i nostri giocatori, o che interagisca con i giocatori stessi. Siamo assolutamente certi dai risultati contenuti nelle indagini che non vogliamo che si trovi in ​​quella posizione“.

È desiderio dei nostri giocatori“, prosegue “che, mentre comprendiamo che c’è stata un’indagine approfondita e siamo molto contenti che la NBA sia stata in grado di portarla a termine – perché è chiaramente qualcosa che vogliamo vedere accadere – anche noi vogliamo chiarire che non vogliamo che (Sarver, ndr) torni in una posizione in cui avrà un impatto sui nostri giocatori e su coloro che servono i nostri giocatori quotidianamente“.

La posizione dura del capo del sindacato si aggiunge a quella adottata da LeBron James e Chris Paul, dal proprietario di minoranza dei Suns Jahm Najafi e da PayPal, sponsor della squadra che ha annunciato che non rinnoverà il suo contratto al termine della stagione 2022\23. Tremaglio ha messo in discussione l’effettiva volontà di Adam Silver di volere modificare il suo provvedimento: “Non so quanto aperto possa essere (…) la nostra speranza è che sia chiaro che noi non desideriamo più che Sarver sia in una posizione di poter tornare al suo ruolo. Lo abbiamo sentito da altri proprietari, dagli sponsor. E’ chiaro che non ci si attende che possa tornare al suo posto“.

Per Tremaglio, “i giocatori sono scossi da quanto è successo” ma al momento non sussistono ipotesi di boicottaggio dei training camp o azioni dimostrative. “Noi non vogliamo che i giocatori possano trovarsi in ambienti dove non sia sicuro o salutare fare il proprio lavoro. Per noi avere in posizioni di vertice persone come Robert Sarver, che hanno avuto un impatto del genere che è deleterio per il successo dei giocatori e per la loro sicurezza, non può essere tollerato“.

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