Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsFocus on Celtics: I playoff non sono poi così lontani…

Focus on Celtics: I playoff non sono poi così lontani…

di Gabriel Greotti

Andamento: 20 W 31 L
(decima posizione nella Eastern Conference)

I Boston Celtics, franchigia più titolata della NBA, stanno attraversando un’altra stagione di rebuilding, nella quale la dirigenza, in particolar modo il General Manager Danny Ainge, hanno badato soprattutto a liberare spazio salariale e ad accumulare ulteriori scelte future al Draft, in modo da aprirsi più strade possibili per ricostruire la franchigia in modo da tornare ai vertici della NBA, dopo la chiusura dell’era dei Big Three.

Ad inizio stagione i Celtics potevano vantare ancora la presenza di Rajon Rondo e Jeff Green nel loro roster, ma tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 la dirigenza ha deciso di scambiare gli unici due punti di contatto rimasti con i Celtics dei Big Three. Dallo scambio  di Rondo sono arrivati dei validi comprimari, come Jae Crowder dai Dallas Mavericks, che hanno acquisito il numero nove ex capitano biancoverde, e hanno mandato a Boston, oltre a Crowder, Jameer Nelson e Brandan Wright, entrambi però utilizzati come pedine di scambio e scaricati in altre franchigie dalla dirigenza biancoverde. Nello scambio per Jeff Green è invece arrivato il veterano Tayshun Prince, il quale dopo aver riferito di voler trattare un buyout con la franchigia del trifoglio sembra però diventato una pedina fondamentale della panchina di Brad Stevens. Oltre a questi assets, sono arrivate anche delle scelte future al Draft, che vanno ad aggiungersi alla già consistente pila di scelte accumulate dal GM dei Celtics in questi anni.

Guardando all’andamento stagionale dei Celtics, i biancoverdi vantano un record di 20 vittorie e 31 sconfitte che, con il roster a disposizione di coach Stevens, va forse al di là delle aspettative e li vedono attualmente in lotta per l’ottavo posto nella Eastern Conference, attualmente occupato dai Miami Heat di Erik Spolestra e della rivelazione Hassan Whiteside, che hanno un record di 22 vittorie e 30 sconfitte.
Dopo un inizio di stagione nel quale, pur avendo a roster giocatori di spessore come Rondo e Green, i Celtics hanno faticato molto soprattutto nei finali di partita gettando al vento molte partite che potevano essere vinte, i ragazzi di Brad Stevens hanno subito una trasformazione dopo la trade di Rondo: la squadra è parsa molto più compatta ed avvolta da un’altro spirito, che li ha portati a conquistare qualche vittoria addirittura in rimonta nel secondo tempo, segno che i giocatori hanno finalmente imparato a gestire meglio i finali di gara. Ricordiamo su tutti il recente successo ottenuto sugli Atlanta Hawks, nonostante le percentuali al tiro siano state piuttosto basse i Celtics sono riusciti in una rimonta epica sulla prima franchigia della Eastern Conference, cogliendo la vittoria al buzzer beater grazie ad un canestro di Evan Turner.

Prospettive stagionali:

Piacerebbe a molti tifosi veder tornare i Celtics ai playoff, ma la stagione è ancora molto lunga e si dovrà lottare parecchio per agganciare l’ottava piazza della Eastern Conference. Qualora non si qualificheranno per la fase finale della stagione NBA, potranno puntare sul Draft e su una scelta che sarà, comunque vada, piuttosto alta, oltre che alle numerose scelte ottenute tramite gli scambi operati dalla dirigenza in queste stagioni che sono trascorse dall’addio di Pierce, Garnett e Allen.  In particolare, i Celtics usufruiranno della scelta in arrivo dai Clippers, derivante dall’addio dell’ex coach dei biancoverdi Doc Rivers.
In un draft pieno di lunghi, comunque, si potrà dunque cercare di risolvere qualche problema di protezione del pitturato, che è mancata nelle ultime due stagioni a Boston.

Punti di forza:

Non vi sono particolari punti di forza evidenti quest’anno nei Celtics, se non un’enorme capacità di non mollare mai anche nelle partite più difficili. Specialmente dopo l’addio di Rondo e Green il roster si è compattato e i ragazzi in canotta biancoverde lottano sempre sino all’ultimo pallone giocabile di tutte le partite, rendendo la vita difficile a chiunque (chiedere agli Hawks notizie a riguardo).

Altro aspetto positivo della stagione biancoverde è l’inserimento nel quintetto base del Rookie Marcus Smart, che è stato la sesta scelta assoluta del Draft 2014. Smart ha mostrato di essere un solidissimo difensore ed un buon tiratore da 3, anche se va ancora sgrezzato e deve insistere per migliorare la costanza delle sue prestazioni. Da segnalare anche la crescita dei giovani presenti nel roster già dalla scorsa stagione, come Sullinger e Bradley, che si sono trovati ad essere le prime opzioni offensive dopo l’addio di Rondo e Green. Anche loro devono migliorare la costanza delle loro prestazioni, ma stanno aumentando il senso di responsabilità verso la squadra e offrono spesso buone prestazioni sul campo.

Punti deboli:

Sicuramente la difesa, specialmente la difesa perimetrale:  Boston concede troppo spesso tiri aperti alle altre franchigie, specialmente dall’arco dei tre punti, questo spesso succede già nel primo tempo e permette agli avversari di scavare parziali a sfavore dei Celtics che diventano fatali ai fini della gara. Altro punto debole  è la circolazione di palla: spesso si fa fatica a far girare la palla in campo, o comunque la squadra viaggia a correnti alterne, con momenti in cui la circolazione di palla è quasi perfetta alternati a momenti di buio totale nei quali si lascia la palla in mano spesso a Turner, Smart o Bradley, che però non hanno la capacità nè l’esperienza necessaria per concludere numerose azioni in isolamento. La protezione del pitturato è un’altro dei problemi che affligge la franchigia di Boston, che viene spesso surclassata nell’area verniciata, sia a rimbalzo che in quanto a prestanza fisica. In attacco i Celtics faticano invece a mettere su delle percentuali al di sopra del 45-50%, il che li costringe ad aumentare il numero dei possessi per rimanere al passo con le avversarie. Manca un vero e proprio scorer che veda bene il canestro anche dall’arco dei tre punti: se Bradley e Smart non sono nella serata giusta, le percentuali dalla lunga distanza dei Celtics crollano vertiginosamente procurando così spesso una sconfitta.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

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