Mancano meno di 12 ore alla deadline per le trade NBA, e inevitabilmente i general manager delle franchigie stanno lavorando attivamente al telefono in cerca di affari convenienti. I Denver Nuggets rimangono uno di quei team da osservare con attenzione dato che stanno mettendo a disposizione per il giusto prezzo veterani come Wilson Chandler e Arron Afflalo. Goran Dragic invece ha ottenuto le attenzioni di tutta la Lega dopo aver annunciato ai dirigenti dei Phoenix Suns che sicuramente non rifirmerà con la franchigia nella post-season, e che preferirebbe essere scambiato per terminare la regular-season altrove. Dragic sta cercando un team nel quale poter essere il leader di backcourt (senza doversi dividere le responsabilità da point guard come accade attualmente), e quindi potrebbe essere nel suo interesse unirsi a squadre come New York Knicks, Los Angeles Lakers, Miami Heat o Indiana Pacers. Consideriamo quindi i Nuggets e i Suns come i due team che probabilmente saranno coinvolti negli affari più importanti delle ultime ore di mercato. In seguito vi riportiamo 2 franchigie che potrebbero aver bisogno di concludere qualche scambio prima della deadline:
GOLDEN STATE WARRIORS
Quando una squadra ha il miglior record della Lega, è probabile che non ci sia bisogno di alcun nuovo importo. E questa frase è vera soprattutto per i Golden State Warriors che giocano uno stile di basket divertente e piacevole. Guardando giocare i Warriors si potrà notare una macchina ben oliata, composta da giocatori che si sentono parte del sistema, totalmente al servizio della squadra e ai quali piace celebrare i successi dei loro compagni. Steph Curry balla spesso una volta messa a segno una tripla, ma lo vedete anche esultare quando un suo compagno si sente caldo e mette canestri a ripetizione.
Ognuno sembra concentrato nel successo della squadra, piuttosto che pensare ai propri obiettivi individuali, e questa è sicuramente una cosa positiva per qualunque team che voglia competere per il titolo. Sicuramente a questo punto i Warriors dovrebbero guardarsi intorno per cercare di scambiare David Lee e il suo contratto, veramente pesante, da 15 milioni di dollari annuali. Tuttavia non c’è urgenza di chiudere questo affare, considerando che il contratto di Lee scadrà per la free-agency 2016. Draymond Green andrà a cercare un contratto oneroso in post-season e tradare Lee potrebbe aiutare a tenere Green ad Oakland. Andrew Bogut è sicuramente un ottimo rim-protector per i Warriors, ma è costantemente impegnato a fronteggiare diversi infortuni. Questo potrebbe portare la franchigia a muoversi sul mercato per cercare una valida alternativa a Bogut, ma acquistare questo genere di giocatori non è affatto semplice (ad esempio per acquistare Mozgov sono servite due scelte del primo giro dei Cleveland Cavaliers da passare ai Nuggets). Un’ultima considerazione riguarda il roster in generale che, pur essendo considerato uno dei più completi in assoluto dell’NBA, avrebbe probabilmente bisogno di un veterano come Ray Allen, in grado di giocare facilmente la palla e di integrarsi alla perfezione nel sistema.
ATLANTA HAWKS
Gli Atlanta Hawks sono in una situazione molto simile a quella dei Warriors. Hanno il secondo miglior record della lega e puntano in alto, dominando la Eastern Conference. Coach Budenholzer ha fatto un gran lavoro per implementare la componente offensiva e incorporare al massimo nel suo gioco ognuno dei suoi giocatori. Tutti, da Jeff Teague, a Elton Brand, a Kent Bazemore, hanno un ruolo ben definito, e questo è il motivo per cui cambiare qualcosa adesso può essere molto rischioso. Come i Warriors, gli Hawks hanno un meccanismo ben oleato e il rischio è quello di sconvolgere la preziosa chimica che si è instaurata tra i giocatori. Comunque, ciò che rileva è che gli Hawks hanno un posto aperto nel roster, dopo la cessione di Payne, e $4.9 milioni di spazio salariale, perciò potrebbero firmare un free agent o assorbire una trade sbilanciata.
Ma gli Hawks possono ottenere risultati migliori cercando un altro potenziale rotation player in free agency, piuttosto che rischiare un affare per un giocatore importante, che avrà bisogno di tempo per essere integrato nel sistema esistente. Con lo spazio salariale e un posto aperto nel roster, questo sembra l’approccio più conservativo. D’altronde, si è visto anche quest’anno cosa può succedere quando si innesta un giocatore come Lance Stephenson in un sistema che sembrava star superando le aspettative quale quello dei Charlotte Hornets. Oppure quello che succede quando un rispettabile coach come Mike Malone viene rimosso a metà stagione. Malone non era senza colpe, ma DeMarcus Cousins e Rudy Gay sono rimasti un po’ scossi dalla vicenda e Sacramento non è più stata la stessa squadra da allora. Ciò non significa che gli Hawks non debbano tenersi pronti in caso di occasioni favorevoli, ma non devono nemmeno cercare di fare a tutti i costi una mossa prima della deadline solo per il gusto di farlo. Aggiungere un giocatore come Ray Allen sarebbe certamente una scelta da considerare, ma cercare qualcuno che possa garantire 25 minuti o più di gioco a partita sarebbe un rischio e, probabilmente, una mossa non necessaria.
