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Warriors, Kerr: “Jordan Poole ha bersaglio sulla schiena, si abitui”

di Michele Gibin
jordan poole

Contro dei Denver Nuggets ansiosi di dimenticare il brutto esordio stagionale contro gli Utah Jazz, i Golden State Warriors trovano la prima sconfitta, per di più casalinga.

Finisce 128-123 al Chase Center, una partita controllata nel punteggio da Denver che però rischia nel finale di farsi riprendere e rovinare 47 minuti eccellenti, anche senza Jamal Murray tenuto a riposo. A 1:14 dal termine, i Nuggets sono avanti per 121-111 dopo una tripla di Bruce Brown Jr imbeccato da Nikola Jokic e la questione sembra chiusa.

Sembra solamente, perché Stephen Curry e Klay Thompson con tre tiri da tre punti ravvicinati ricuciono lo svantaggio, e a 20 secondi dalla fine solo un colpo di genio di Jokic riesce a evitare la beffa agli ospiti. Sul 124-121 Denver, Bones Hyland viene raddoppiato sulla rimessa da fondo campo e getta il pallone nelle mani di Jordan Poole che da sotto canestro appoggia il -1 Warriors.

Nikola Jokic raccoglie subito il pallone per la rimessa e con appena 14 secondi ancora da giocare, lancia un passaggio baseball a tutto campo per Bruce Brown che tutto solo schiaccia il nuovo +3 Nuggets. Golden State stavolta non riesce a replicare e la partita finisce.

L’assist risolutivo di Jokic è anche il suo decimo della partita, utile per siglare la prima tripla doppia in stagione con 26 punti, 12 rimbalzi e 10 assist.

Per Golden State, Andrew Wiggins e Stephen Curry sono i migliori realizzatori, con 23 e 34 punti rispettivamente, Curry chiude con 5 su 11 da tre punti. Dopo la partita per gli Warriors, ciò che salta all’occhio è la differenza di rendimento del quintetto canonico Curry-Thompson-Wiggins-Green-Looney, e quella della panchina con Poole, James Wiseman, Donte DiVincenzo e JaMychal Green: nessuno dei giocatori della second unit (Moses Moody escluso in 13 minuti) ha chiuso con un plus\minus positivo, l’esatto opposto del quintetto base.

Steve Kerr: “Jordan Poole ha bersaglio sulla schiena, si abitui”

Dato che risalta, soprattutto considerando che dalla panchina si alzano idealmente i 140 milioni di dollari in 4 anni di Jordan Poole. “Con la nostra second unit siamo ancora a metà strada, nel senso che dobbiamo ancora trovare il gruppo migliore per supportarlo“, così Steve Kerr sul rendimento di Jordan Poole “Ma finché non lo troveremo, lui avrà questa sorta di bersaglio sulla schiena, è quello che succede quando vinci e poi firmi un contratto importante. Funziona così“.

Differenza tra quintetto e panchina che si è vista soprattutto nel primo tempo, con 70 punti segnati dai Nuggets, decisamente troppi. “La partita l’ha decisa la nostra poca attitudine difensiva, sin dall’inizio“, così Kerr, mentre Draymond Green ha parlato di “difesa terribile“.

Green che è causa parziale del “bersaglio sulla schiena” di Jordan Poole, dopo il brutto episodio del pugno in allenamento ripreso da un video a pochi giorni dall’inizio della stagione. Tra i due, almeno pubblicamente, è pace fatta ma ricostruire una vera fiducia, semmai possibile, richiederà più tempo. “Ci vuole tempo per trovare gli equilibri assieme”, dice Green “Poi siamo solo alla seconda partita, dobbiamo ancora aggiustare le rotazioni, cosa funziona e cosa no. Oggi la panchina non ha fatto bene ma non siamo preoccupati“.

Jordan Poole ha chiuso con 7 punti e 2 su 5 al tiro in 27 minuti, e -20 di plus\minus. Per Denver, 20 punti con 5 assist e 8 su 10 dal campo per Bruce Brown e 17 punti con 5 triple a bersaglio per Michael Porter Jr.

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