Alcuni giorni fa era diventata virale una foto di Danny Ainge, CEO degli Utah Jazz, con un’espressione sbigottita seduto nelle prime file della Vivint Arena dietro alla panchina di coach Will Hardy, durante l’ennesima vittoria della squadra in questo inizio di stagione.
I Jazz che avrebbero dovuto imbarcare acqua sin da subito secondo gli esperti, stanno invece dando la birra a tutti, approfittando delle difficoltà assortite di squadre come Lakers, Clippers, Warriors, Mavs e persino dei Minnesota Timberwolves, a cui in estate avevano ceduto Roudy Gobert.
10-3 il record della squadra, che si poggia sul rendimento solido di veterani come Mike Conley, Jordan Clarkson, Malik Beasley, e sulle forze fresche Jarred Vanderbilt, Collin Sexton, Walker Kessler e soprattutto Lauri Markkanen, prossimo All-Star se i Jazz proseguiranno così.
“Sono piacevolmente sorpreso“, così Mr Ainge si è definito al Sports Illustrated sulla classifica di Utah “Come potrei essere disturbato dal fatto che la squadra stia vincendo? Suvvia, perché mai dovrei dire una cosa del genere? La squadra? Non è certo che i nostri giocatori non sappiano giocare, presi singolarmente, e molti dei nostri ragazzi mi piacciono. Il fatto che si siano trovati così bene assieme è piacevole, divertente, il pallone si muove, gli uomini si muovono. E si vede che si divertono“.
Una stagione positiva, e magari un passaggio ai playoffs non sono certo da disdegnare, sebbene per i Jazz 2022-23 questo significherebbe sottrarsi alla corsa per il fenomeno francese Victor Wenbanyama. Dalle due trade per Rudy Gobert e Donovan Mitchell, Danny Ainge ha però rimediato così tante scelte future al draft da potersi consolare, e giocatori come Markkanen, Kessler, Sexton, Vanderbilt e Talejn Horton-Tucker hanno un’ottima chance di fare parte a lungo degli Utah Jazz che verranno. L’unica pecca che ci riguarda da vicino a oggi è il non aver visto ancora all’opera Simone Fontecchio.
“Siamo nel bel mezzo del processo di costruire una squadra sia per oggi che per il futuro, e saremo opportunisti”, ancora Ainge che non anticipa assolutamente se gli Utah Jazz post trade deadline di febbraio assomiglieranno a quelli che oggi stanno stupendo l’intera NBA. “Non escludo nulla, con tutte le scelte che abbiamo, possiamo mettere assieme tante trade“, beninteso, anche in entrata.

