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Gilgeous-Alexander ha mostrato ai Knicks il giocatore che Barrett non sarà mai

di Michele Gibin
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Domenica sera, i New York Knicks hanno assistito loro malgrado allo show del giocatore considerato perlomeno dalla stampa di NY come “il prossimo grande obiettivo di mercato” della squadra, ovvero Shai Gilgeous-Alexander.

SGA ha segnato 37 punti con 8 assist al Madison Square Garden, i tifosi dei Knicks hanno si fischiato squadra e allenatore, Tom Thibodeau, ma almeno hanno potuto immaginarsi per 48 minuti la star canadese degli Oklahoma City Thunder in maglia Knickerbockers.

Seppur di tonalità diverse, Shai l’arancio e blu lo indossa già. E se dopo la notizia dell’infortunio e della stagione già finita della seconda scelta assoluta al draft NBA 2022 Chet Holmgrem, era lecito immaginarsi dei Thunder ancora perdenti e alla caccia di un’altra prima scelta (c’è Victor Wembanyama in ballo), nessuno aveva tenuto da conto proprio Gilgeous-Alexander.

I Thunder sono 6-7, come i Knicks, dopo la vittoria al Garden. E con un calendario non semplice che li ha visti impegnati già contro Bucks, Nuggets, Clippers, Raptors, Mavericks e Timberwolves.

OKC sta reggendo e Shai Gilgeous-Alexander pur senza l’apporto di Holmgren potrebbe bastare per tenere i Thunder in ritmo per almeno i play-in a Ovest, un risultato che sarebbe organico al percorso di crescita di una squadra che il general manager Sam Presti ha azzerato dopo la fine dell’era Westbrook. Shai sta viaggiando a 31.1 punti di media con 5.7 assist e il 54% al tiro. Domenica contro i Knicks, il canadese ha mostrato al Garden di essere il giocatore che RJ Barrett non sarà mai, soprattutto se il connazionale continuerà a essere circondato da giocatori a lui poco congeniali, dei “divoratori” di palloni come Julius Randle, Jalen Brunson, persino Cam Reddish e Immanuel Quickley.

Di uno Shai Gilgeous-Alexander potenzialmente sul mercato se n’è parlato per un po’ nei mesi scorsi, con i Thunder rigorosamente in vacanza già a febbraio e l’estensione al massimo salariale scattata in questa stagione. Ed è solo normale, conoscendo Sam Presti e soprattutto di quante scelte al draft OKC disponga, che se la stagione 2022-23 dei Thunder dovesse guastarsi di nuovo, che le stesse voci possano ripartire.

Di giocatori e altre scelte da girare ai Thunder in cambio di Gilgeous-Alexander, i Knicks ne avrebbero, così come ne avevano per Donovan Mitchell, poi sfumato. E se l’obiettivo dei Thunder fosse quello di tentare la corsa a Wembanyama con il prospetto di formare un big three con Josh Giddey e Chet Holmgren, tutti sotto contratto con dei contratti da rookie, e poi costruirvi attorno la squadra del futuro grazie alle già citate tante celte future (da sfruttare magari anche per arrivare alla classica star veterana e scontenta altrove), Presti avrebbe gioco semplice nell’estorce a New York il più possibile.

Barrett non è al momento cedibile dopo il rinnovo in estate, e difficilmente OKC accetterebbe di accollarsi il contratto di Julius Randle. Mitchell Robinson è il giocatore che serve ai Thunder in mezzo all’area, dove al momento operano Jeremiah Robinson-Earl, Aleksej Pokusevski e ancora Mike Muscala, e il contratto di Evan Fournier prevede una team option per il 2024-25 che lo rende molto più “digeribile”. New York dispone inoltre di tutte le sue prime scelte future al draft, e delle scelte con protezioni variabili di Mavs, Wizards e Pistons. e giocatori come Quentin Grimes e Jericho Sims pronti a subentrare alle “perdite”.

Tutte considerazioni che per il momento sono state rimandate dal buon inizio di OKC, e dall’inizio da All-NBA di Shai Gilgeous-Alexander, che a 24 anni sta ancora migliorando. Talmente tanto, e talmente in fretta, che persino Sam Presti potrebbe convincersi di avere già la prossima superstar della franchigia in casa.

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