Paolo Banchero, prima scelta assoluta all’ultimo Draft Nba, grande protagonista oltre Oceano con la casacca degli Orlando Magic è intervenuto a Il Messaggero per parlare del suo possibile futuro con la maglia azzurra.
Figlio della ex cestista WNBA Rhonda Smith e di Mario Banchero italo-americano, di origini liguri, Banchero nel febbraio 2020 ha ottenuto la cittadinanza italiana tramite ius sanguinis.
Il prossimo 3 Dicembre, è prevista una vera e propria spedizione azzurra negli Stati Uniti formata dal head coach della nazionale Gianmarco Pozzecco, dal Presidente della FIP Gianni Petrucci e dal Direttore Generale Salvatore Trainotti per strappare il tanto atteso sì.
Ecco l’intervista esclusiva del Il Messaggero, si parla ovviamente anche di Nazionale.
Paolo, l’Italia, la Georgia, la qualificazione al Mondiale 2023.
“E’ un risultato straordinario, non solo per la squadra ma per tutto il Paese. E’ qualcosa di cui vado orgogliosissimo. Non ho avuto modo purtroppo di vedere la partita, perché avevo da preparare una sfida con i Magic. Guardando giocare gli azzurri dall’esterno, però, posso dire che mi piace il loro stile sul parquet, è una pallacanestro molto eccitante, che mi ispira parecchio. “
Andrà a giocare il torneo iridato tra Giappone, Filippine e Indonesia la prossima estate?
“Ne devo parlare bene con il mio team, il mio agente, la mia famiglia. Sarebbe una grande opportunità, sicuramente non posso negarlo ma deve passare ancora tempo. Devo pensarci bene e discuterne con chi mi sta attorno.”
Paolo Banchero contro Zion Williamson, una sfida tra prime scelte al Draft nonché prodotti della Duke University a gennaio 2023.
“Zion è un altro giocatore contro cui non vedo l’ora di giocare. Quando frequentavo ancora l’high school, uno dei principali motivi per cui volevo andare alla Duke era perché vedevo lui dare spettacolo nei video con quella canotta addosso. Con lui poi ho un bel rapporto, ogni tanto ci sentiamo al telefono e siamo entrambi atleti sponsorizzati Jordan.”
Il lato più italiano del carattere di Paolo Banchero?
“Ah! (ride, ndc). Penso la mia forte personalità, il mio carisma. L’effetto positivo che ho sulla gente e il fatto che provo sempre a essere una brava persona, mostrando passione e amore a chiunque. Ecco, penso che questo sia l’insegnamento più importante che mi deriva dalle mie origini italiane.”
Una delusione per l’Italia? No, ma una visione realista della situazione. É normale che un giocatore che ha già raggiunto un certo status (23.5 punti, 8.3 rimbalzi e 3.6 assist di media a partita) voglia guardarsi intorno e capire bene la situazione.

