Contro la sua ex squadra, i Boston Celtics, Kyrie Irving ha dato un’altra dimostrazione di come, al netto dei problemi disciplinari, a ormai 30 anni e dopo troppe pause la sua fama di giocatore d’elite sia ormai solo un retaggio del passato.
In attesa di essere smentiti, ovviamente.
Contro Boston, che era senza Marcus Smart e che aveva appena incassato 241 punti in due partite (1-1 il computo) contro dei Miami Heat contati, Irving ha chiuso con 7 su 21 al tiro e i Nets in casa sono stati tenuti ad appena 92 punti. Per Kyrie una prova da 18 punti e 1 su 5 da tre, con -16 di plus\minus, Kevin Durant ha chiuso con 31 punti ma nessun altro in maglia Brooklyn è stato in grado di seguirlo.
Jayson Tatum e Jaylen Brown di punti ne hanno segnati 29 e 34 rispettivamente, guidando Boston in una serata di stanca per Derrick White, Al Horford e Malcolm Brogdon.
Oltre a segnare, senza Smart Jaylen Brown si è anche occupato di marcare Kyrie Irving, di suo già ben poco aggressivo, e limitarlo.
La partita di domenica dei Barclays Center ha dimostrato due tendenze che nelle prime 24 partite, a fasi alterne, si erano già scorse anche durante la sospensione di 8 gare imposta a Irving a novembre: ai Brooklyn Nets serve molto di più Ben Simmons, soprattutto quello delle ultime 10 partite, che Irving.
In stagione, i quintetti più efficaci per Brooklyn sono stati quelli con Kevin Durant in campo con altri quattro giocatori che non fossero Simmons o Irving (ovvero Nic Claxton, Joe Harris, Seth Curry, Royce O’Neale, persino Cam Thomas e Edmond Sumner), e quelli con Simmons schierato da centro, senza Claxton e con Durant. Il quintetto Durant-Curry-Harris-O’Neale-Simmons ha un +24.4 per 100 possessi e segna 120 punti per 100 possessi, il medesimo quinetto con Edmond Sumner al posto di Simmons, utilizzato spesso da coach Vaughn dopo la sospensione di Irving, segna 116.7 punti per 100 possessi e ha un +43.3 sempre su 100 possessi.
La musica per Brooklyn cambia con Kyrie Irving in campo. Il quintetto più utilizzato da Vaughn (e Steve Nash prima) con Durant, Irving, O’Neale, Simmons e Claxton subisce 119 punti per 100 possessi (-4-2), i quintetti con Simmons e Harris\Curry segnano appena 94.4 punti per 100 possessi, oppure subiscono una cifra mostruosa di 127 punti per 100 possessi.
I Nets non hanno alcuna speranza di reggere contro sostanzialmente chiunque quando Kevin Durant va in panchina. I quintetti con Kyrie Irving da “prima punta” hanno numeri difensivi pessimi, e sono stati ben poco utilizzati da Vaughn.
Irving sta viaggiando in stagione a 24.4 punti di media, con 4.4 rimbazi e 4.4 assist. Gli assist sono il dato minimo in carriera, 1.4 in meno rispetto allo scorso anno (su appena 29 partite) e 1.8 rispetto all’ottimo 2020-21, le palle perse sono 2.3, in linea con le stagioni passate, ma con molti meno assist.
A colpire c’è anche il calo al tiro. Irving sta viaggiando con il 32.4% da tre punti in stagione su 8.0 tentativi, i tiri liberi a partita sono in calo da ormai tre anni, a quota 4.0 che è anche il peggior dato dalla sua stagione da rookie. L’ex Cavs e Celtics ha diminuito anche del 20% la sua frequenza di tiri classificati come “restricted area” e “in the paint” dalla NBA nelle ultime 3 annate, e solo il 7.1% delle sue penetrazioni sta generando dei tiri liberi, un dato peggiore persino di quello di Ben Simmons e Edmond Sumner.
Irving sta convertendo appena il 33% delle situazioni di catch and shoot, l’unico dato consistente con la sua storia come giocatore è l’efficacia in isolamento, dove fa meglio del 90.5% dei giocatori NBA classificabili e segna 1.19 punti per possesso, meglio anche di Kevin Durant.
Irving compirà 31 anni a marzo, e come noto sarà free agent a fine stagione e i Nets volteranno pagina con lui. Oggi, il campione NBA 2016 ha sostanzialmente il ruolo di “alleggeritore” offensivo per Kevin Durant, e neppure troppo efficace come dimostrato dai numeri. E sussiste inoltre la questione, eloquente, del record. Con Irving in campo i Nets sono 8-8, record sistemato grazie a due vittorie contro gli Orlando Magic e gli Washington Wizards in casa, e senza di lui 5-4. Durante la sua sospensione, i Nets vinsero 5 delle 8 partite giocate, di cui 4 in trasferta, e si rilanciarono dopo aver ritrovato anche Joe Harris e soprattutto Seth Curry. Per non parlare dello scorso anno ai playoffs, quando dopo una gara 1 memorabile, Irving si eclissò nelle restanti 3 partite contro Boston.
In questa stagione finora Irving non è stato in grado di consentire a coach Jacque Vaughn di alternarlo in campo con Durant per far rifiatare KD, che sta giocando più di tutti nella NBA e ha 34 anni. E la sua presenza significa meno minuti in campo assieme per Harris e Curry, per O’Neale e Simmons e persino per Yuta Watanabe accanto a KD, ovvero i quintetti migliori numeri alla mano per Brooklyn.
Ovviamente coach Vaughn non panchinerà Irving, i Nets hanno vinto 4 partite di fila prima dei Celtics ma da qui in poi il calendario tornerà a essere più impegnativo. Il fatto però che l’ex star dei Cavaliers abbia perso buona parte della sua efficacia si tradurrà in ulteriore fatica per Durant, senza il quale la squadra affonda. Il rientro di Ben Simmons aiuterà, l’ex Sixers visto nelle ultime uscite prima di fermarsi per un problema fisico è un giocatore molto più adatto a giocare assieme a Durant, mentre a causa delle tante assenze l’intesa con Irving deve ancora crearsi di fatto da zero, semmai ve ne sarà la possibilità.
Se Kyrie Irving non si fosse giocato la sua credibilità con troppi errori, per i Nets cercare di cederlo prima della trade deadline avrebbe molto senso. In questo momento però, l’ex Cavs rappresenta – sempre numeri alla mano – un intralcio che deve giocare per forza, “in mezzo” ai migliori quintetti dei Nets e senza peraltro che Vaughn possa concedere a KD più riposo, affidandosi a lui.
Tra pochi mesi Irving non sarà più un problema di Brooklyn, Sean Marks (o chi per lui…) potrà concentrarsi sul ricalibrare il roster attorno a Durant e Simmons, che è sotto contratto fino al 2025 e ha 26 anni. Nel frattempo, un’altra stagione da potenziale MVP di un possibile futuro top 10 All-Time NBA come KD sta andando sprecata, con i Brooklyn Nets impegnati a sopravvivere sul 50% di vittorie e senza speranze di poter passare attraverso a squadre come Celtics, Bucks, i 76ers al completo, Heat e Cavs ai playoffs.

