I Golden State Warriors subiscono 91 punti nel solo primo tempo contro i Brooklyn Nets al Barclays Center, e vengono travolti per 143-113 nella loro ultima partita di un viaggio a Est di 6 gare, in cui hanno rimediato l’infortunio alla spalla di Stephen Curry e una sola vittoria.
Brooklyn segna 46 punti nel primo periodo, 45 nel secondo nonostante l’assenza per un risentimento muscolare di Kyrie Irving, e vince la settima partita di fila. Golden State, senza Curry e Klay Thompson, senza Andrew Wiggins e Donte DiVincenzo oltre a JaMychal Green, è rimaneggiatissima ma non si presenta praticamente in campo, Brooklyn veleggia con il 64.3% al tiro e segna 21 delle 33 triple tentate. Persino Kevin Durant riesce una volta tanto a godersi del riposo, gioca “soli” 29 minuti con 23 punti e 7 rimbalzi.
Per i Nets, tutti i giocatori scesi in campo segnano almeno un canestro, sono ben 9 i giocatori in doppia cifra per punti. Per gli Warriors la ripassata è utile almeno a ritrovare James Wiseman, che segna 30 punti sbagliando soli due tiri. Per Jordan Poole una prova da 1 su 11 da tre in 26 minuti.
Golden State torna a casa con un record di 15 vittorie e 18 sconfitte, e tanti dubbi. Il record in trasferta è poi il peggiore della NBA, 3-16, persino peggio di quello degli Houston Rockets, per fare un nome. “Sei la squadra che dice il tuo record, poco da dire. Brutta trasferta, siamo sotto al 50% di vittorie e dobbiamo trovare il modo di reagire“, così coach Steve Kerr.
A fine primo tempo, il punteggio recitava 91-51, un -40 tondo e senza appello. “Sinceramente ero abbastanza sotto shock“, ha detto Draymond Green, tra i “superstiti” in campo “ora dobbiamo capire che non bisogna farne una tragedia, e che la cosa più importante è tornare a giocare nella maniera giusta. Finché i nostri errori non saranno dovuti a poco impegno, dovremo conviverci“.
Per gli Warriors nulla da salvare a Brooklyn, a parte Wiseman. La squadra ha accumulato 21 palle perse, il solo Poole ne ha commesse 7 cercando di forzare troppe soluzioni e tiri, in una situazione difficile viste le tante assenze. “Deve giocare in maniera più semplice, così anche i suoi tiri diventano più semplici“, ancora Kerr su Poole “nelle ultime partite ha cercato di forzare troppo“.
Stephen Curry resta ancora out per infortunio, le sue condizioni verranno rivalutate tra 8 giorni e la speranza per gli Warriors è di ritrovarlo in campo a gennaio, ma di tempi di recupero certi ancora non si parla.

