La situazione in casa Golden State Warriors è sempre molto delicata e incerta. La squadra, probabilmente ancora in sbronza post vittoria e dopo le ben note vicende di preseason, non ha ancora trovato una quadra. Questi tramuta in un deludentissimo 11° posto nella Western Conference con record di 15-19, in 7 sconfitte nelle ultime 10 e un passivo totale di -68 punti negli ultimi due match contro Knicks e Nets. Due sconfitte pesantissime che arrivo a chiusure di un giro di 6 trasferta a Est che contano 1 sola vittoria e ben 5 sconfitte.
Però, a tirare su il morale di squadra e tifosi, ci pensano Caesars Sportbook e Draymond Green. Il più grande casinò sportivo di Las Vegas, che ieri ha aggiornate le quote NBA, li dà comunque favoriti per la vittoria della Western Conference, quotandoli +375. Proprio su questo tema ha parlato il numero 35 dei Golden State Warriors, che ha suonato la carica per la rimonta della squadra.
Warriors, Draymond Green sulle quote di Caesars Sportbook: “Non sono sorpreso”
Nella conferenza stampa giornaliera Warriors si è presentato il lungo da Michigan State. A Green è stato chiesto se era sorpreso delle quote e di commentare il fatto che la squadra, nonostante il brutto inizio, sia favorita dal bookmaker per la vittoria della Conference. Ecco la risposta di Green:
“No, ciò non mi sorprende affatto. Penso che Caesars sia probabilmente stanco di perdere soldi, quindi penso che abbia perfettamente senso“.
“La vittoria di qualche settimana fa contro Boston dimostra che siamo una squadra di valore e che può competere anche quest’anno per la vittoria finale. Quella partita è stato davvero un match ben giocato e che ci doveva e deve far da stimolo. Quella è una di quelle vittorie che se guardo indietro sento che avrebbe dovuto darci un po’ di slancio per voltare pagina. Purtroppo abbiamo voltato pagina nella direzione sbagliata e sono arrivate 5 sconfitte in 6 gare, ma per noi deve rimanere la dimostrazione che se ci impegniamo siamo squadra da altre posizioni“.
In accordo con le parole di Green arrivano le dichiarazioni di coach Kerr che recentemente ha detto:
“In questo momento non stiamo facendo quello che sappiamo fare, ma si tratta solo di migliorare il nostro gioco. Dobbiamo migliorare i dettagli, prendersi più cura della palla, della difesa in transizione… ossia tutte le cose di base in cui sappiamo che devi essere bravo per vincere costantemente, ma che noi abbiamo dimostrato in passato di saper fare. Però siamo solo a metà stagione e c’è ancora molto tempo per realizzare ciò che vogliamo realizzare“.
Golden State in uno stato mentale “fragile”. Bisogna uscirne al più presto
Nelle ultime sei partite, Golden State, è al 27° posto per offensive rating (108,8), a soprattutto ultima per defensive rating (121,9) e palle perse a partita (19). Il problema, però, sembra porsi soltanto in trasferta. Perché se al Chase Center la squadra è quasi imbattibile (12-2), mentre lontano dal suo stadio è la peggior squadra della lega con un record di 3-16. A peggiorare le cose è arrivato l’infortunio alla spalla sinistra di Stephen Curry, nella sconfitta gli Indiana Pacers del 14 dicembre. La stella della squadra sembra dover star fuori almeno un mese.
Green ha detto che, proprio a causa di quell’evento, gli Warriors sono caduti in uno stato mentale “fragile”. Stato che però deve assolutamente cambiare se vogliono che la squadra possa lottare per un altro anello. Deve cambiare e deve farlo rapidamente rapidamente.
“Si può dire quello che si vuole del fatto che si vince in casa e si perde fuori… ma la realtà è che è solamente un fatto mentale. Noi stiamo in uno stato “fragile” e giocare in casa ci aiuta. Però non basta, bisogna vincere anche in trasferta e l’unico modo per farlo è lottare e superare anche le difficoltà mentali. Sicuramente la perdita di Step non ci aiuta, anzi ci ha buttato ancora di più giù, ma dobbiamo superare tutte le difficoltà“.
Fortunatamente per gli Warriors, a partire dalla partita di Natale contro i Grizzlies, si apre un filotto di 8 gare in casa. Giocare al Chase Center è quello che gli serve per ritrovare fiducia e vittorie, così da poter migliorare la classica e magari affrontare le future trasferte con migliore mentalità. Inoltre, da domenica, sembra possa rientrare un giocatore chiave come Andrew Wiggins.
Green sul rischio play-in: “Il guaio è per chi ci affronta, non per noi”
Draymond Green ha chiuso la conferenza lasciando molto fiducia per il futuro della stagione a compagni, coach, front office e soprattutto tifosi.
“Lo scorso anno abbiamo perso 9 delle 11 partite giocate a marzo la scorsa stagione. Abbiamo avuto un periodo no, è evidente. Stavamo vacillando molto in quella fase, poi ci siamo ripresi e siamo andiamo a vincere il campionato. Quindi ora dobbiamo fare due cose: N.1 guardare solo avanti e mantenere la rotta dritta sull’obiettivo, N. 2 affidarsi al recente passato che noi stessi abbiamo creato, con la voglia di ripetersi. Perché siamo ancora quelli lì“.
Green ha detto anche di non aver paura nel caso in cui Golden State dovesse finire al play-in. Anzi è fiducioso del fatto che la squadra è superiore a tutte le altre, quindi tutte prima o poi vanno affrontate e battute. Quindi anche affrontare squadre forti fin dal primo turno playoffs non lo spaventa, perché gli Warriors vinceranno a prescindere dell’avversaria che incontreranno.
“No non ho paura del play-in. Anzi mi dispiace per chiunque sia la testa di serie n. 1 o n. 2 che ci dovesse trovare, perché trovare noi come seed n.7 o n.8 sarebbe uno schifo per loro. Noi siamo gli stessi dello scorso anno: Steph Curry è ancora in questa squadra? Klay? Me? Wiggins? Looney? Poole? Si siamo tutti qui e penso che ci staremo bene fino a fine anno“.

