C’è un motivo principale per cui i Clippers e Paul George hanno voluto Russell Westbrook in squadra, dopo che l’MVP 2017 si era liberato via buyout e la trade tra Lakers e Magic: la sua leadership in campo e fuori.
PG13, che con Russ aveva già giocato per due stagioni agli Oklahoma City Thunder, si era subito speso per l’arrivo di Westbrook ai Clippers dopo la trade deadline. E anche se le cose non sono andate subito bene in campo nonostante il buon rendimento dell’ex Lakers (una sola vittoria e 5 sconfitte), George ha riconosciuto il valore della sua presenza in spogliatoio.
“E’ una cosa importantissima, lui è come dovrebbe essere un leader e una point guard. Tiene sempre i ragazzi col morale alto, tiene l’ambiente positivo, servono sempre uomini così soprattutto in quel ruolo“.
L’inserimento di Westbrook nello spogliatoio degli LA Clippers è dunque avvenuto senza traumi, come era facilmente atteso conoscendo il rispetto di cui l’ex Thunder e Wizards gode tra i suoi colleghi (che è ben più alto di quello spesso ricevuto da media e tifosi, più o meno esperti).
“Non so da dove vengano“, ha detto Westbrook a una domanda sulle sue qualità di leadership riconosciute “Sento che Dio mi ha benedetto con questo dono di essere in grado non solo di guidare, ma anche di accettare le critiche, di accettare qualunque cosa venga dai miei compagni di squadra. Io mi assicuro sempre di essere costantemente su Paul George e Kawhi Leonard, e su chiunque sia durante la partita, e far sapere loro che cosa vedo dal mio punto di vista. Perché molte volte i ragazzi sono super concentrati sulla partita e concentrati su ciò su cui devono concentrarsi, e il mio lavoro come point guard è assicurarmi di vedere cosa sta succedendo durante la gara e come posso aiutare gli altri ragazzi“.
Al suo arrivo ai Clippers, coach Tyronn Lue ha subito schierato Russell Westbrook in quintetto base e l’ex Lakers ha risposto con con 15.3 punti e 8.3 assist di media e il 52.1% da campo. Cifre nettamente migliori rispetto ai due giocatori che Russ ha di fatto sostituito nelle rotazioni, Reggie Jackson e soprattutto un deludente John Wall.
Ora però per gli LA Clippers (34-33) è il momento di trasformare queste vibrazioni positive in tante vittorie, per evitare i play-in e non gettare un’altra stagione della coppia Leonard-George, ormai la quarta.

